• Articolo Bruxelles, 12 settembre 2018
  • Nuvole all’orizzonte per la capacità eolica europea?

  • WindEurope: “L’energia eolica è sulla buona strada per un’ulteriore espansione in Europa nei prossimi 5 anni. Ma questa crescita deriva principalmente dalle decisioni di ieri”

capacità eolica europea

 

I dati della capacità eolica europe nel nuovo report di WidEurope

(Rinnovabili.it) – La capacità eolica europea non rallenterà la crescita nei prossimi anni. Ma ciò che oggi sta portando avanti il comparto sono ancora le decisioni politiche prese nel passato, quando le rinnovabili erano il fulcro di diverse politiche energetiche nel Vecchio Continente. Cosà accadrà invece dal 2022 in poi è ancora tutto da vedere. Un’incertezza che preoccupa l’associazione WindEurope, voce dei produttori eolici. “Le prospettive sulle nuove decisioni di investimento sono poco chiare. La maggior parte dei governi non ha ancora chiarito i piani nazionali per i nuovi parchi eolici fino al 2030. E in parte ciò influisce sull’aumentata difficoltà d’ottenere permessi di realizzazione per le wind farm”, spiega Giles Dickson, CEO di WindEurope.

 

Secondo l’analisi elaborata dall’associazione, i vecchi impegni comunitari e nazionali faranno sì che l’energia del vento mantenga un ottimo trend nei prossimi 5 anni, installando 17 nuovi GW l’anno. Di questo passo la capacità eolica europea dovrebbe toccare quota 258 GW cumulati totali entro la fine del 2022. La maggior parte delle nuove installazioni – si legge nel Wind energy outlook in Europe – sarà costituita da impianti a terra (onshore): 70,4 GW rispetto ai 16,5 GW di nuovo impianti in mare (offshore).

La Germania rimarrà il paese con la maggior quantità di eolico installato (73 GW nel 2022), seguita dalla Spagna (30 GW) e dal Regno Unito (26 GW). Ma la quota tedesca di nuovi impianti, sottolineano gli analisti, subirà un drastico calo. A compensare saranno invece Spagna e Svezia per cui si prevedono anni da record nel 2019. Così dovrebbero essere buone le previsioni per il Benelux, la Norvegia, la Turchia e la Francia.

 

“Esistono alcuni problemi specifici in diversi paesi che devono essere risolti – ha aggiunto Dickson – La Germania ha compiuto alcuni sbagli nelle sue prime aste eoliche onshore lo scorso anno, quindi si produrrà molto meno eolico”. Il riferimento è quello alle regole che favoriscono i progetti di comunità, concedendo tempi di realizzazione più lunghe e la possibilità di fare offerte alle aste senza aver ottenuto l’ok al progetto.  “E la Francia ha un problema a breve termine su chi può rilasciare i permessi, quindi anche lì ci sarà un calo di crescita”. In questo senso, prosegue il CEO, “i piani nazionali per l’energia e il clima 2030 saranno cruciali”.

 

Oltre ai nuovi ampliamenti di capacità, nei prossimi cinque anni il settore del vento assisterà al primo serio decommissioning dei parchi eolici europei di prima generazione. Entro il 2022, 22 GW di capacità installata avranno più di 20 anni. Alcune di queste vecchie turbine saranno sostituite nello stesso sito da quelle più potenti.

 

>>Leggi anche Revamping eolico, semplificazioni nella Riforma Via<<

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