• Articolo Londra, 12 giugno 2012
  • Un nuovo studio della Cebr

    Dall’eolico offshore un potenziale da 100mila impieghi

  • Un potenziale da centomila posti di lavoro è la spinta che serviva al governo Uk per continuare a credere nella green economy

(Rinnovabili.it) – L’eolico offshore nasconde un potenziale da 100mila posti di lavoro che saranno a disposizione entro il 2020. I dati pubblicati dalla Mainstream evidenziano, inoltre, che dal comparto potrebbe derivare lo 0,4% del PIL del Regno Unito entro il 2020 e lo 0,6% entro il 2030.

Il Centre for Economics and Business Research (Cebr), che ha svolto l’indagine per conto della Mainstream, si è occupato di esaminare attentamente l’impatto economico della fonte rinnovabile sull’intero settore.

Dallo studio emerge che circa 45mila posti di lavoro potrebbero essere creati entro il 2015, per poi passare a 97mila impieghi entro il 202 e a 173mila entro il 2030 portando il paese a rappresentare uno dei maggiori produttori ed esportatori di energia eolica fuori costa. Dimostrando le reali opportunità offerte dal settore si spera che il documento possa stimolare la crescita del numero e del valore e i nuovi investimenti nel comparto. Eddie O’Connor, amministratore delegato di Mainstream Renewable Power, ha specificato che il rapporto è stato progettato per aiutare le aziende a realizzare il potenziale dell’energia eolica offshore e presentato il giorno prima che l’Offshore Wind Cost Reduction Task Force sveli il proprio piano d’azione per ridurre il costo dell’energia elettrica prodotta dal vento a 100 sterline per MWh entro il 2020. “Abbiamo intrapreso una transizione verso un’economia sostenibile”, ha detto O’Connor. “Tutte le forme di energia rinnovabile, dall’energia solare all’energia delle maree, contribuiranno a ottimizzare questa transizione nel Regno Unito”.