• Articolo Pechino, 15 novembre 2018
  • Energie rinnovabili: la Cina verso le prime quote minime obbligatorie

  • Pechino intende ridurre il tasso di energia rinnovabile sprecata dando accesso alla rete in maniera prioritaria alle centrali lettriche verdi

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 La NEA prepara l’ultima versione dello schema sulle quote minime di energie rinnovabili nei consumi

(Rinnovabili.it) – Dai generosi incentivi elargiti ai produttori eolici e solari ai primi target per le energie rinnovabili da aggiungere alla rete elettrica. La Cina sta modificando le norme che regolano il comparto dell’energia pulita con l’obiettivo di normalizzare la crescita esponenziale degli anni passati senza frenare lo sviluppo verde. L’ultima mossa messa in campo da Pechino ricorda da vicino gli obiettivi verdi che l’Unione Europea ha dato ai propri Stati membri: quote minime obbligatori di fer che ogni regione dovrà raggiungere nei propri consumi elettrici.

Sul progetto sta lavorando l’Amministrazione nazionale per l’energia (NEA) con l’obiettivo di introdurre i nuovi target a partire dal prossimo anno. Secondo la proposta della NEA, al governo centrale toccherebbe il compito di impostare le quote, mentre le autorità locali dovrebbero farsi carico di controllare che le compagnie elettriche e i grandi consumatori osservino tali obiettivi.

 

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La bozza delinea i target regionali in base alle rispettive risorse energetiche. Alla provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, viene ad esempio chiesto di raggiungere almeno un 80% di energie rinnovabili nei consumi grazie al grande apporto che l’idroelettrico ha nella regione; per lo Shandong, provincia orientale fortemente legata al carbone, la quota minima è di appena il 9,5%.

L’attuale testo, in realtà, rivede al ribasso le quote minime obbligatorie inserite nella precedente versione del progetto, una modifica frutto della difficile discussione innescatasi sul tema.

Il sistema mira anche ridurre il cosiddetto curtailment (letteralmente “riduzione”), ossia il tasso di energia rinnovabile sprecata quando la rete non è in grado di assorbire il surplus degli impianti fotovoltaici o eolici. Come? Dando ai produttori di energia pulita l’accesso prioritario alla rete. Le società coperte dal regime, compresi i proprietari di centrali elettriche, riceveranno un trattamento in caso di superamento delle quote minime, come ad esempio l’alleggerimento degli oneri legati all’efficienza energetica. Previste penalità, invece, per chi dovesse mancare il target.

 

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