• Articolo Pechino, 21 luglio 2016
  • Associa alle province un codice a colori: rosso, arancio, verde

    La medicina per l’eolico cinese è un semaforo

  • Sullo sfondo il problema cronico di Pechino: è il primo paese al mondo per potenza installata, ma ne spreca gran parte per l’arretratezza della sua rete. E adesso indirizza gli investimenti dove sono più produttivi

La medicina per l'eolico cinese è un semaforo

 

(Rinnovabili.it) – Sarà un semaforo a regolare l’eolico cinese. Le autorità di Pechino hanno escogitato un sistema di allerta del rischio pensato per regolare e indirizzare gli investimenti in questo settore. In pratica, un codice a tre colori – rosso, arancio, verde – sarà associato a una determinata zona, in base a quanto il governo (tramite la National Energy Administration, NEA) ritiene prioritario che continuino a fluire gli investimenti.

La decisione è stata presa dopo che enormi quantità di energia generata sono andate completamente sprecate, a causa della cronica inadeguatezza delle infrastrutture della rete elettrica quanto a estensione, presenza capillare e connettività. Inoltre mancano del tutto politiche di incentivo per avvantaggiare il consumo di energie rinnovabili. Così, se nel corso del 2015 la Cina ha sprecato ben 33,9 miliardi di kWh prodotti dai suoi impianti, nei primi mesi del 2016 i kWh prodotti da eolico e solare ma non consumati ammontano a 4,2 miliardi: vale a dire abbastanza per coprire l’intero fabbisogno energetico della Nuova Zelanda per un anno.

 

Tra le grandi contraddizioni che caratterizzano le politiche del Dragone, all’inizio dell’anno si è aggiunta quella di essere arrivato in vetta alla lista dei paesi con la maggior potenza installata da eolico, spodestando l’Ue con i suoi 145 GW. Un potenziale che va in gran parte sprecato. Ma il boom dell’eolico cinese ha significato anche un’altra cosa: che gli investimenti sono piovuti un po’ ovunque, anche là dove la rete non è adeguata, nella speranza che il governo prendesse provvedimenti in tal senso. Invece l’esecutivo, con questo nuovo strumento di regolazione, mira a incanalare in modo più ordinato gli investimenti nel prossimo futuro, con tutta probabilità verso quelle regioni che dispongono già ora della rete necessaria.

La NEA finora ha dato luce rossa a 5 province: Jilin e Heilongjiang nella Cina nord-orientale, Gansu, Ningxia e Xinjiang nella parte occidentale del paese. In tutte c’è già un’alta concentrazione di impianti eolici, ma una scarsissima connettività, ma con il nuovo sistema di warning tutti i progetti in corso vengono ora congelati.

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