• Articolo Tunisi, 6 agosto 2012
  • Ispirato alle barche a vela

    L’eolico dice addio alle pale e alle perdite energetiche

  • Dalla Tunisia il design senza lame pensato per superare il limite di Betz e portare l’efficienza degli aerogeneratori oltre il 50%

(Rinnovabili.it) – Arriva dalla Tunisia la nuova tecnologia per l’eolico che promette di annullare i più grandi limiti degli attuali aerogeneratori. Con un design tutto nuovo ed un nome decisamente autoreferenziale, la società Energy Saphon presenta The Saphonian, un sistema di conversione dell’energia del vento senza pale. Secondo Hassine Labaied, CEO di Saphon, la progettazione è stata ispirata principalmente dal meccanismo che muove le barche a vela inaugurando una modalità alternativa per raccogliere l’energia cinetica dell’aria.

Più simile ad un’antenna parabolica che alle iconiche turbine a cui ci ha abituato l’industria del vento, The Saphonian fa a meno di mozzo e cambio sostituendo le tre pale con un corpo circolare a forma di vela; la vela, anziché rotare, si muove a scatti avanti e indietro permettendo la conversione della maggior parte dell’energia cinetica in energia meccanica attraverso l’impiego di pistoni. Quest’ultima verrebbe quindi convertita in pressione idraulica che può essere immagazzinata (in un accumulatore idraulico) o immediatamente convertita in energia elettrica.

La società sostiene che la tecnologia zero-blade sia in grado di superare il limite di Betz, ossia la massima energia possibile che si potrebbe ricavare tramite un rotore e che stabilisce che nessuna turbina è in grado di catturare oltre il 59,3 per cento di energia cinetica del vento. In realtà il costruttore non fornisce che un disegno del suo innovativo sistema sostenendo che, oltre all’alta efficienza e i bassi costi, The Saphonian si farà apprezzare per essere a silenziosa, animal-friendly, e quasi invisibile ai radar. La compagnia tunisina ha brevettato la tecnologia ed è pronta ora ad affinare il proprio prototipo per presentarlo sul mercato entro il 2015 dimostrando così se il prodotto finito è capace o meno a tener fede alle promesse.