• Articolo Napoli, 14 giugno 2016
  • Eolico, è ancora scontro tra Governo e Regione Campania

  • Impugnata la legge regionale che sospendeva le nuove autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici sul territorio campano

Eolico, è ancora scontro tra Governo e Regione Campania

 

(Rinnovabili.it) – E’ una battaglia all’ultimo colpo quella che si sta consumando tra Governo e Regione Campania sul fronte dell‘eolico. Roma ha impugnato la legge regionale n. 6 del 5 aprile 2016 con cui l’amministrazione campana aveva di fatto sospeso per 180 giorni le nuove autorizzazioni alla realizzazione di wind farm sul proprio territorio. La moratoria dell’eolico era arrivata pochi mesi dopo l’approvazione in Consiglio regionale della mozione che chiedeva la sospensione delle nuovi permessi nelle province di Avellino e Benevento, chiarendo bene l’indirizzo energetico intrapreso dalla Campania.

 

Tuttavia per il Governo la moratoria contenuta nelle Prime misure per la razionalizzazione della spesa e il rilancio dell’economia campana – Legge collegata alla legge regionale di stabilità per l’anno 2016”, contrasterebbe con i principi fondamentali della legislazione statale. Nel dettaglio la legge violerebbe l’art. 9 Cost., in materia di tutela del paesaggio e l’art. 117, secondo comma, lett. e) e lett. s), Cost, riguardante la tutela dell’ambiente.

 

A far notare questi profili di illegittimità era stata, a suo tempo, l’ANEV segnalando le proprie considerazioni di natura legale al Ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa. L’Associazione aveva anche sottolineato come il provvedimento normativo campano fosse in palese violazione dei principi comunitari in materia di liberalizzazione del mercato elettrico e di promozione delle fonti rinnovabili. Ma il problema, per l’Anev ha dimensioni più complesse: “Non vanno trascurate poi  – si legge in una nota stampa – le conseguenze sulle imprese di tali ostacoli normativi. La continua proliferazione di norme spesso in sovrapposizione e in contrasto con la Costituzione e con la normativa nazionale crea costi ed oneri, che di fatto si concretizzano in una serie di lungaggini amministrative, che complicano ulteriormente l’attività dell’industria eolica e ne aumentano i costi. In sintesi, tentare di bloccare il settore eolico con una legislazione così forzata da essere poi spesso giudicata illegittima, ha come diretta conseguenza il rischio di compromettere posti di lavoro, sviluppo economico e benefici ambientali”.

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