• Articolo Bruxelles, 28 settembre 2016
  • Eolico europeo: in dieci anni crescerà di altri 140 GW

  • Gli analisti di mercato prevedono una crescita esponenziale della nuova capacità eolica, guidata dai programmi di sviluppo energetico del Nord Europa

Eolico europeo: in dieci anni crescerà di altri 140 GW

 

(Rinnovabili.it) – L’eolico è destinato a divenire uno dei principali motori della crescita in Europa. Ne è convinta MAKE, società di consulenza attiva nelle energie rinnovabili, che nel suo ultimo report fa due calcoli su quella che sarà la nuova capacità eolica che il Vecchio Continente istallerà nei prossimi dieci anni. Da qui al 2025 dobbiamo aspettarci 140 GW di potenza aggiunta alla rete.

 

“I prezzi bassi dell’energia nel Nord Europa e i regolamenti comunitari sugli aiuti di Stato stanno spingendo i governi a riconsiderare la progettazione di meccanismi di sostegno affinché siano più sensibili alle fluttuazioni dei prezzi energetici, al fine di scongiurare una escalation nella spesa pubblica”, spiegano gli analisti di MAKE. “L’incertezza risultante sta alimentando una corsa allo sviluppo nei paesi con Feed-in-Tariff in scadenza”.

 

Quindi malgrado, o sarebbe meglio dire proprio grazie al fatto che, i governi stiano rapidamente rimodulando gli incentivi destinati al settore, l’eolico, e in particolar modo quello offshore, sta trainando il mercato europeo delle rinnovabili. La Germania guiderà questa crescita di capacità, con 36 nuovi GW di energia eolica tra il 2016 e il 2025, seguita dal Regno Unito con oltre 15.7 GW. In totale, si prevede che il Nord Europa rappresenterà il 60 per cento di tutti i nuovi impianti.

 

La situazione presenta anche dei contro. Guardando avanti al 2030, la mancanza di obblighi specifici per paese in fatto di rinnovabili, unitamente alla mancanza di una continuità nei meccanismi di sostegno potrebbe provocare più danni che altro, bloccando nuovi investimenti. L’analisi fa eco a un rapporto pubblicato questa settimana da parte di WindEurope in cui si chiede alla Ue che le legislazioni nazionali supportino la pianificazione di  nuova potenza verde (il centro della discussione sono gli obiettivi non vincolanti del pacchetto clima energie 2030), permettendo ai progetti eolici di continuare a crescere oltre il 2020. E scongiurando così il pericolo di far “espatriare” gli investimenti verdi europei.

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