• Articolo Bruxelles, 21 febbraio 2019
  • Eolico europeo, il vento fornisce il 14% della produzione elettrica

  • Wind Europe pubblica  nuovi dati sull’energia del vento e spiega “Sempre più realtà sfruttano i vantaggi dell’eolico, ma sotto la superficie le cose non vanno bene”

eolico europeo

 

La capacità dell’eolico europeo è cresciuta di altri 11,3 GW nel 2018, ma è il dato più basso registrato negli ultimi 7 anni

(Rinnovabili.it) – L’Europa continua a mantenere una salda leadership nel comparto eolico. Con una capacità installata totale di 189 GW e una produzione pari al 14% del mix, l’energia del vento si è ormai guadagnata il podio delle principali fonti europee d’alimentazione elettrica. A superarla, per ora, è solo il gas naturale ma con poco margine; al punto da far sperare che questo 2019 sia l’anno del sorpasso.

L’energia eolica fornisce ora il 14% dell’elettricità dell’UE, contro il 12% del 2017. Sempre più persone e aziende traggono vantaggio dall’energia pulita ed economica che il vento offre. Ma sotto la superficie molte cose non vanno nel verso giusto”, mette in guardia Giles Dickson, CEO di WindEurope. L’associazione, che rappresenta gli interessi dell’eolico europeo, ha pubblicato stamane un nuovo rapporto in cui tira le fila dell’anno appena conclusosi. E, soprattutto, in cui evidenzia come il settore abbia perso lo smalto degli anni passati. Gli 11,3 GW di nuova capacità installati nel 2018 (8,6 GW onshore e 2,65 GW offshore) non solo impallidiscono in confronto ai 17,1  GW del 2017, ma rappresentano la cifra più bassa degli ultimi 7 anni.

 

eolico europeo 2018

 

“L’anno scorso è stato l’anno peggiore per le nuove installazioni di energia eolica dal 2011. La crescita dell’eolico a terra è diminuita di oltre la metà in Germania ed è crollata nel Regno Unito. E dodici paesi dell’UE non hanno installato una sola turbina nel 2018”, commenta Dickson.

Tuttavia non tutti numeri appaiono negativi. Il 2018 è stato un anno record per la nuova capacità eolica finanziata. 17 GW di progetti futuri (di cui 13 GW onshore e 4,2 GW offshore) hanno raggiunto la cosiddetta decisione finale d’investimento (FID). Si tratta del 45% in più rispetto al 2017, ma solo del 20% in più in termini di euro investiti, a dimostrazione del fatto che i costi del settore stanno continuando a scendere (leggi anche L’adolescenza delle turbine eoliche offshore: sempre più grandi e potenti).

 

Le performance 2018 dell’eolico europeo

Nel complesso gli 11,3 GW di eolico europeo hanno rappresentato il 49% di tutta la nuova capacità di produzione elettrica, portando la capacità totale cumulata a oltre 189 GW di cui 171 GW realizzati a terra e 18 nelle acque comunitarie. L’incremento di potenza, assieme a condizioni meteo indubbiamente favorevoli, ha permesso al Vecchio Continente di sfruttare il vento per produrre il 14% della sua elettricità. La Danimarca ha registrato il contributo più elevato (41% del mix produttivo), seguita da Irlanda (28%), Portogallo (24%), Germania (21%) e Spagna (19%). Per l’Italia il contributo è stato più contenuto con un 6% di produzione, a pari merito con Francia e Finlandia.

 

paesi eolico europeo

 

“Le prospettive per nuovi investimenti sono incerte – ha aggiunto il numero uno di Wind Europe – I piani energetici e climatici nazionali 2030 sono un’occasione per rimettere le cose a posto. Ma le attuali proposte mancano di dettagli cruciali: quali misure politiche e volumi d’asta, come facilitare la concessione, rimuovere altri ostacoli agli investimenti eolici ed espandere la rete. I governi devono risolvere questo problema prima di finalizzare i piani quest’anno”.

Scarica qui il report di Wind Europe (documento in inglese)

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