• Articolo Roma , 23 gennaio 2013
  • Un commento di ANEV e Coordinamento FREE

    Eolico: i nuovi meccanismi bloccheranno la crescita

  • Il 2012 è stato un buon anno per l’eolico nazionale, ma i nuovi sistemi di incentivazioni rischiano di frenare un comparto che ogni anno offre 5000 nuovi posti di lavoro

(Rinnovabili.it) – “Eolico: 1.272 MW installati in Italia nel 2012. Il settore ha raggiunto gli 8.144 MW ma si prepara a fronteggiare un periodo di rallentamento delle nuove installazioni dovuto alle aste e ai registri”. Lo hanno annunciato ANEV e Coordinamento FREE ricordando però che l’anno appena iniziato sarà più duro per il settore, vittima della burocrazia di aste e registri.

Il 2012 è stato un anno importante che ha visto nuove istallazioni per un totale di 1,2 GW in 12 mesi, superiore rispetto all’anno precedente, arrivando così a toccare una potenza eolica complessiva di 8,144 GW su tutta la penisola.

Il motivo di questa crescita della messa in rete degli impianti è sicuramente da ricercare nei nuovi regimi di incentivazione dedicati alle FER, che hanno spinto gli operatori ad attivare gli impianti entro la fine del 2012 per ususfruire dei vecchi sistemi di sostegno.

Un settore prospero, che oltre a garantire una notevole produzione energetica dà lavoro a 40mila addetti con una crescita media di 5000 lavoratori all’anno, numeri importanti in un momento di crisi economica. Inoltre, grazie all’aumento della produzione energetica da fonti rinnovabili, il nostro paese è riuscito a ridurre le importazioni estere di combustibili, con benefici oltre che economici anche ambientali.

 

“Purtroppo un settore così virtuoso non è adeguatamente sostenuto dalle Istituzioni che con il DM 6 luglio 2012 hanno introdotto i nuovi sistemi di aste e incentivi, oltre a ulteriori meccanismi farraginosi, che pur avendo fissato un tetto alla potenza ammessa pari a poco meno del 40% di quella realizzata nel 2012, non ha ricevuto offerte sufficienti a raggiungerlo.

A causa di questi interventi normativi sfavorevoli i risultati ottenuti nel 2012 saranno impossibili da ripetersi nel 2013 e nel 2014 se il Governo non interverrà tempestivo sulle  criticità esposte” hanno affermato l’associazione e il Coordinamento.