• Articolo Fukushima, 17 gennaio 2013
  • Un impianto da record

    Eolico: il Giappone punta all’offshore da record del mondo

  • Il Giappone pensa alla costruzione dell’impianto eolico offshore più grande del mondo come alternativa all’energia nucleare

(Rinnovabili.it)- Il Giappone si prepara a dare il via ai lavori di realizzazione del parco eolico offshore più grande del mondo. Nel mese di luglio si inizierà quindi la costruzione dell’impianto che in totale sarà composto da 143 turbine eoliche su piattaforme 16 km a largo della costa di Fukushima dove si trova il reattore nucleare di Daiichi danneggiato dallo tsunami e dal terremoto del marzo 2011.

Il parco eolico, 1 GW di potenza istallata, darà un notevole contributo al piano energetico nazionale che ha tra gli obiettivi l’aumento della capacità di generazione da fonte rinnovabile per sopperire alla mancata produzione determinata dallo spegnimento di 54 reattori a seguito del cataclisma.

Il progetto, che fa parte del programma di Fukushima per l’autosufficienza energetica da raggiungere entro il 2040, sarà affiancato, rivelano le indiscrezioni di settore, dall’impianto solare più grande del paese.

 

Durante la prima fase del progetto verrà posizionata una turbina da 2 MW di capacità e 200 metri di altezza, una sottostazione e il relativo cavo sottomarino per la trasmissione dell’elettricità. Se tutto dovesse andare per il verso giusto la costruzione della centrale continuerà fino al completamento anche a seconda della disponibilità di fondi.

Per aggirare i costi della costruzione di turbine che vanno ancora in fondo al mare verranno posizionati dei telai in acciaio ai quali i rotori verranno ancorati a 200 metri di profondità e stabilizzati grazie al posizionamento di zavorre.

 

Il project manager Takeshi Ishihara dell’Università di Tokyo ha voluto sottolineare che l’attività sismica della zona non sarà un problema per le turbine, del resto come non lo è stato in occasione del terremoto e dello tsunami del 2011. Per darne la certezza un team di esperti ha condotto delle simulazioni che rassicurano anche in caso di tifoni.

Un’altra questione controversa è l’impatto della struttura sul settore della pesca, che è già stato scosso dall’incidente nucleare. Ishihara insiste che è possibile trasformare l’azienda in un “pascolo marino” che sarebbe in grado di attirare i pesci.  “Questa è una questione delicata, ma verrà risolta questo mese,” dice. “Questo progetto è importante – credo che sia impossibile utilizzare l’energia nucleare a Fukushima di nuovo.”