• Articolo Roma, 16 giugno 2015
  • Eolico italiano, cosa comporterà il decreto Fer?

  • Anev spiega: “Il provvedimento non consentirà di ottemperare agli impegni previsti dal PAN per soddisfare gli obiettivi europei al 2020”

Eolico italiano, cosa comporterà il decreto Fer?

 

(Rinnovabili.it) – Piovono nuove critiche sul decreto fer, il provvedimento normativo in via definizione che dovrebbe regolamentare gli incentivi alle rinnovabili elettriche. A tornare sulla questione è oggi l’Anev, l’associazione che raggruppa i produttori nazionali di energia del vento, secondo quanto inserito oggi nella bozza di decreto non permetterà all’eolico italiano di ottemperare agli impegni previsti dal PAN per soddisfare gli obiettivi europei al 2020. Il testo prevede per l’energia eolica meno di 30 milioni di euro annui per il biennio 2015 – 2016 come incentivo. Il costo dell’eolico non graverà sulla bolletta, mantenendo di fatto un saldo positivo per i consumatori (anche a fronte dell’effetto degli impianti in uscita). Di contro però i contingenti inseriti nel decreto fer non consentiranno di raggiungere i livelli individuati per l’eolico, ovvero: 12.680 MW (incluso l’eolico offshore i cui progetti ad oggi presentati sono inspiegabilmente bloccati).

 

Di conseguenza, sottolinea l’associazione, si ridurrà anche il contributo che la fonte eolica può dare in termini energetici e di contenimento dei cambiamenti climatici. “A fronte dell’installato eolico di 8.665 MW al dicembre 2014, con i soli 350 MW di contingente annuo previsti dal Decreto per le aste non si arriverà alla quota prevista dal PAN, che implicherebbe un contingente di almeno 800 MW annui fino al 2020”, spiega l’Anev in una nota stampa, ricordando come il beneficio che le wind farm istallate a livello nazionale daranno il periodo 2014 – 2035 risulterà superiore a 3 miliardi di euro, in termini di riduzione del PUN, misure compensative territoriali e gettito fiscale.

 

A ciò si aggiungano i benefici ambientali con un risparmio di circa 19 milioni di barili di petrolio corrispondenti pressappoco a 10 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2. “Per queste ragioni – conclude l’Anev – il Governo e i Ministeri competenti devono dare supporto alla fonte eolica, prevedendo contingenti e tariffe più adeguati e, soprattutto, in grado di far sì che si perseguano gli obiettivi stabiliti dalla SEN, in ottemperanza alle Direttive europee e alle esigenze della comunità internazionale sempre più votata ad un futuro 100% rinnovabili”.

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