• Articolo Lussemburgo, 7 giugno 2016
  • Eolico offshore competitivo con le fossili: il Nord Europa ha un piano

  • Nazioni e aziende energetiche del Mare del Nord, tra cui la Statoil, fanno squadra: la cooperazione contribuirà a rendere l’eolico marino competitivo con carbone e gas entro il 2025

Eolico offshore: Germania prima in Europa per investimenti

 

(Rinnovabili.it) – L’industria dell’eolico offshore del Nord Europa lavorerà insieme per rendere il settore competitivo con le fonti fossili entro i prossimi nove anni. Compagnie del calibro di E.ON, GE, Iberdrola, Siemens, Statoil e Vattenfall, hanno formato ieri una dichiarazione congiunta con cui promettono di unire gli sforzi verso un obiettivo ben preciso: raggiungere per la tecnologia un costo inferiore agli 80 euro al MWh (inclusi i costi di connessione alla rete) entro il 2025.

 

Impossibile? Non secondo i CEO delle undici società e soprattutto secondo i dieci Ministri europei dell’Energia che nella medesima occasione hanno stretto un’intesa simile. Forti delle loro risorse eoliche Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Francia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Regno Unito si sono ritrovati a Lussemburgo per il Consiglio energetico dell’UE. L’incontro si è concluso con la firma di un memorandum d’intesa e programma di lavoro finalizzato ad offrire una maggiore cooperazione regionale in materia di energie rinnovabili. Ed in particolare nel settore dell’eolico offshore.

 

L’intento non è solo quello di darsi vaghi target per la riduzione dei costi, quanto quello di delineare una serie di specifiche azioni di cooperazione tra i dieci governi che portino a migliorare la pianificazione territoriale, rafforzare le reti elettriche, introdurre norme tecniche avanzate, e a facilitare per gli sviluppatori eolici l’accesso ai finanziamenti. Il nuovo piano è stato accolto con soddisfazione ed entusiasmo da Giles Dickson, CEO WindEurope, che ha definito l’intesa “un importante passo avanti per realizzare a pieno il potenziale dell’energia eolica offshore in Europa”.

“E’ una buona combinazione di top-down e bottom-up: l’impegno politico dall’alto verso il basso è finalizzato a prendere azioni concrete dal basso verso l’alto per ridurre i costi e facilitare l’impiego delle turbine in mare aperto,” ha aggiunto. “Ci congratuliamo con i ministri per l’ambizione che hanno mostrato e con la Presidenza olandese per aver reso questo possibile”.

3 Commenti

  1. alessandro
    Posted giugno 16, 2016 at 5:53 pm

    Noi italiani siamo tagliati fuori. Saremo solo compratori di questa energia.
    Potremmo immaginare una soluzione simile per catturare l’energia eolica della bora di Trieste lungo al costa nord adriatica. Non è un vento costante ma quando arriva trasporta una energia sicuramente interessante.
    Aspettiamo che risolvano i problemi tecnici, visto che hanno le risorse necessarie, grazie alla collaborazione messa in atto da questi gruppi, e poi accodiamoci.

  2. sergio crosta
    Posted giugno 17, 2016 at 11:09 am

    Anch’io ho notato l’assenza dell’Italia dal consiglio energetico europeo.
    Perchè non installare le pale eoliche sulle piattaforme petrolifere con concessioni in scadenza o con giacimento in esaurimento?
    Ci sarebbe già una infrastruttura disponibile

  3. Alessandro Gui
    Posted giugno 20, 2016 at 2:08 pm

    Qui in Francia dove vivo ci sono delle manifestazioni contro questi parchi di eoliennes offshore, mi fa piacere di leggere che in Italia ci sia interesse

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