• Articolo Bruxelles, 30 luglio 2015
  • L’eolico offshore europeo ingrana la marcia

  • Nei primi sei mesi del 2015, l’industria dell’eolico offshore europeo ha installato la maggiore quota di nuova capacità mai raggiunta dall’anno della prima turbina in mare

Eolico offshore, il Giappone studia come istallare 1,45 GW

 

(Rinnovabili.it) – L’eolico offshore europeo sembra finalmente aver preso il volo. Dopo le “timidezze” dei primi anni, per il settore si sta aprendo una nuova era, caratterizzata per la prima volta da sostenuti trend di crescita. Le istallazioni nel primo semestre di quest’anno sono infatti triplicate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da gennaio a giugno 2015, l’industria del vento marino ha superato quota 2,3 GW di nuova capacità connessa alla rete elettrica europea, portando il totale a più di 10,3 GW.

 

Una potenza, ci ricorda oggi l’EWEA, l’associazione che rappresenta i produttori di energia del vento in Europa, che va spartita tra i ben 82 parchi eolici in 11 paesi. Nel dettaglio in questi primi sei mesi – che in Italia saranno ricordati per l’ok alla sua prima wind farm marina – sono stati connessi alla rete 584 aerogeneratori, la cui dimensione media è salita dai 4,2 MW del 2014, a 3,5 MW. Inoltre ben 102 turbine, per un totale di oltre 422,6 MW, sono state installate ma sono attualmente in attesa di essere allacciate alla rete.

 

“Ci sono voluti solo sei mesi all’industria eolica in mare aperto per impostare il miglior anno che il settore abbia mai visto in termini di capacità installata”, ha commentato Kristian Ruby, Chief Policy Officer dell’EWEA. “Per garantire una sana crescita nei prossimi anni, e per garantire che l’energia eolica offshore giochi il suo ruolo nella realizzazione degli obiettivi di competitività, sicurezza e decarbonizzazione dell’UE, l’industria ha bisogno di riforme forti nel mercato elettrico europeo”. In questa corsa al vento è interessante notare quali siano le società ad aver investito di più: Siemens ha la quota maggiore di nuova capacità connessa (1,339.6 MW, 57,2%), seguita da Adwen (455 MW, 19,4%), MHI Vestas (333 MW, 14,2%), e Senvion (215,3 MW, 9,2%). Selezionando l’analisi a livello regionale, si scopre invece che il merito di questa importante crescita va tutto a Germania, paesi bassi e Regno Unito, rispettivamente con 1,706 MW, 114 MW e 522.6 MW.

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