• Articolo Providence, 8 maggio 2019
  • Se l’eolico offshore di Block Island dà una mano al turismo

  • Sfatato il mito che le turbine eoliche marine possano danneggiare il paesaggio scoraggiando il turismo. Lo studio dell’Università del Rhode Island

eolico offshore block island

 

Il primo parco eolico offshore degli USA ha smentito i timori di un possibile danno sull’attività ricettiva della zona

(Rinnovabili.it) – L’eolico offshore non danneggia il turismo costiero. È quanto afferma un gruppo di ricercatori dopo aver studiato lo speciale caso di Block Island, piccolo territorio nelle acque dell’Atlantico appartenente allo stato del Rhode Island. L’isola è una popolare destinazione turistica estiva, famosa per le escursioni in bicicletta, per le sue spiagge e soprattutto per attività come la vela e la pesca. Eppure proprio qui, ad appena 6 km della costa, nel 2016 è stato inaugurato il primo parco eolico offshore degli Stati Uniti: cinque gigantesche turbine per una potenza complessiva di 30 MW.

 

Secono lo studio (testo in inglese) condotto da Corey Lang e Andrew Carr-Harris, l’installazione non solo non ha danneggiato le attività turistiche ma potrebbe anche averle favorite. “Alcuni dei recenti sondaggi suggeriscono che le persone considerano i parchi eolici offshore un pugno nell’occhio”, ha detto Carr-Harris. “Si tende a pensare che le turbine rovinino il paesaggio marino e il momento passato sulla spiaggia”. La ricerca ha dimostrato esattamente il contrario.

 

>>Leggi anche Energia eolica offshore: gli USA vogliono 86 GW entro il 2050<<

 

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi all’affitto delle case sull’isola prima e dopo la costruzione del parco eolico per studiare i flussi di turisti, comparandoli con quelli di altre comunità che dipendono dal turismo estivo, quali Narragansett, Westerly e Nantucket. “Abbiamo diversi indicatori per il mercato turistico, e mostrano tutti che c’è stato un aumento di interesse nel visitare Block Island nell’anno successivo alla costruzione del parco eolico”, ha aggiunto Lang.

 

Va sottolineato, ovviamente, che la ricerca non prova che sia sta la centrale, il motivo di questa crescita. Lang e Carr-Harris suggeriscono tuttavia che l’impianto, il primo negli USA, avrebbe potuto svolgere un ruolo attirando sull’isola persone curiose di vederlo in azione. “Penso che vi sia stata una certa eccitazione: le persone sono entusiaste dell’energia rinnovabile e della sostenibilità”, ha affermato Lang. “Quindi, riteniamo che per il primo parco eolico offshore della nazione abbia avuto un effetto positivo sul turismo”.

Ci sono anche altri fattori che potrebbero essere entrati in gioco” ha aggiunto Carr-Harris. “Ad esempio migliora la pesca in prossimità delle turbine e quindi più persone potrebbero essere venute sull’isola per pescare”.

 

>>Leggi anche Eolico offshore e ripopolamento dei mari? Connubio perfetto<<

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *