• Articolo Parigi, 23 ottobre 2017
  • Eolico onshore francese: nuove regole per mettere tutti d’accordo

  • Parigi cerca di sanare le controversie nate nel comparto eolico con l’istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc

eolico onshore francese

Sebastien Lecornu, segretario di Stato per l’ecologia

 

 

Al via il tavolo di lavoro sull’eolico onshore francese

(Rinnovabili.it) – Il Paese più agguerrito nello sviluppo delle rinnovabili europee? La Francia. Le misure messe in campo al Governo Macron, e prima ancora da quello Hollande, ne hanno fatto un ghiotto boccone per gli investitori internazionali. Al punto da collocare la nazione nella top-ten mondiale delle economie più attraenti per quanto riguarda l’energia pulita (leggi anche RECAI, quali sono i mercati rinnovabili più attraenti?).

 

La parte più entusiasmante del contingente rinnovabili è quella che sarà sviluppata al largo delle coste francesi. Attualmente la Programmazione pluriennale per l’energia prevede di installare, entro il 2030, 100 MW “marini” da ottenere con impianti di sfruttamento dell’energia di onde e maree e di eolico galleggiante (il cui primo impianto è stato inaugurato solo la scorsa settimana). Il documento comprende anche i target per l’eolico offshore “tradizionale” (differisce da quello galleggiante essenzialmente la presenza di fondamenta), fissando l’obiettivo di potenza installata a 3.000 MW entro il 2023.

 

Ma un ruolo essenziale lo giocheranno anche le rinnovabili “tradizionali” per le quali sono stati approvati nuovi obiettivi a breve termine: il programma nazionale prevede di aumentare la capacità cumulata dell’eolico onshore francese a 15 GW entro la fine del prossimo anno a partire dai 12,3 GW segnalati a giugno, e raddoppiarla a 26 GW entro il 2023. Per assicurasi di non mancare la meta, però, il governo deve prima risolvere i numerosi problemi del settore. In questi anni si è creata una profonda spaccatura fra agricoltori, autorità locali e ministero della difesa da una parte e gli sviluppatori e investitori “eolici” dall’altra: una frattura che ha dato via ad una serie di cause legali e a impressionanti ritardi nei progetti.

 

L’intenzione dell’esecutivo è quella di modificare, da qui a sei mesi, le norme che regolano il comparto mettendo allo stesso tavolo tutte le parti interessate, per trovare un punto di equilibrio. “Il settore è frammentato e tormentato da conflitti”, ha commentato lo scorso venerdì ai giornalisti Sebastien Lecornu, segretario di Stato per l’ecologia, annunciando l’istituzione del gruppo di lavoro ministeriale. Il team guiderà il governo nell’elaborazione di misure per facilitare gli investitori a partire da cinque proposte, tra cui quella di semplificare le procedure amministrative, in particolare per quanto concerne i titoli territoriali, di rivedere la tassazione delle wind farm e di implementare un nuovo sistema di crowdfunding. “Vogliamo liberare i progetti da determinati vincoli in modo che il nostro Paese possa perseguire lo sviluppo di questa energia rinnovabile – ha spiegato Lecornu – Allo stesso tempo, il gruppo di lavoro valuterà tutti i mezzi per proteggere i paesaggi e la qualità della vita dei francesi. Lavoreremo in particolare sulla tassazione dei progetti eolici per migliorare la loro accettabilità nei territori”.

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