• Articolo Roma, 20 marzo 2013
  • La lobby dell’eolico commenta il documento di programmazione energetica

    Anev: sì alle rinnovabili “Made in Italy”

  • Dall’analisi dell’Associazione, l’eolico risulterebbe una delle tecnologie da sostenere maggiormente in quanto “ha un ottimo potenziale residuo, è efficiente e per oltre il 70% composto da tecnologia nazionale”

Eolico, Anev: sì alle rinnovabili “Made in Italy”(Rinnovabili.it) – Sì alle rinnovabili più efficienti, ad alto potenziale di sviluppo, più economiche e Made in Italy. Questa la posizione dell’Anev, la lobby dell’eolico italiano, alla luce dell’analisi della Strategia Energetica Nazionale (SEN). Con la pubblicazione del testo finale del documento di programmazione energetica italiana, l’associazione fornisce il proprio parere e la propria valutazione sugli indirizzi e gli strumenti individuati del Governo nella SEN.

 

“L’ANEV non può che accogliere con favore tali indirizzi, ma è bene però puntualizzare alcuni aspetti e sottolineare come il meccanismo generale dei nuovi regimi di incentivazione contenga delle criticità, oltre al fatto che nella SEN sembrano mancare gli strumenti efficaci a rendere realizzabili le politiche di crescita indicate”.

 

Nel dettaglio, lo sguardo critico dell’associazione è rivolto a quella mancanza  strutturale all’interno del documento di soluzioni efficaci per sostenere il settore dell’energia del vento, oggi rallentato significativamente dal meccanismo delle Aste e dei Registri.

 

“Per l’eolico le risultanze scaturite dagli esiti delle procedure d’asta e di iscrizione ai registri dimostrano infatti come ci siano delle evidenti problematiche che hanno comportato una distorsione sostanziale nei meccanismi. Il mancato raggiungimento del contingente per i grandi impianti ha infatti avuto come contraltare la saturazione del Registro dei piccoli impianti oltre il 150% del contingente e un deciso incremento di installazioni con potenza inferiore o pari a 60 kW”.

 

In questo contesto le proposte dell’Anev puntano sulla semplificazione amministrativa e l’eliminazione delle tortuose farraginosità delle autorizzazioni individuando di pari passo nuovi meccanismi di incentivazione che possano contemperare le necessità di riduzione degli oneri con quelle di sviluppo ulteriore del comparto.

 

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