• Articolo Bruxelles, 12 luglio 2012
  • Per evitare un collasso del sistema di scambio delle emissioni

    ETS europeo: l’industria del vento chiede un intervento risolutore

  • Secondo l’analisi dell’EWEA la mossa vincente sarebbe di congelare 2,6 miliardi di quote di emissione che saranno messe all’asta partire dal 2013

(Rinnovabili.it) – Dopo la proposta avanzata dalle grandi compagnie energetiche di ritirare dal mercato delle emissioni europeo 1,4 miliardi di quote, anche l’EWEA, l’associazione che rappresenta i produttori eolici a livello comunitario, presenta a Bruxelles una proposta per evitare un collasso dell’Emission Trading System (ETS). L’intervento sul mercato  della CO 2  si è reso necessario ed inevitabile ora che  la crisi economica ha portato ad una flessione dei prezzi delle quote, scoraggiando di conseguenza – a detta del comparto produttivo –  gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni.

In tal senso l’EWEA chiede all’esecutivo di ritardare le quote di emissioni che saranno messe all’asta  partire dal 2013 e rimuovendo completamente dal mercato, il più presto possibile,  2,6 miliardi di crediti al fine di evitare ulteriori speculazioni. I dati rilasciati recentemente dall’Agenzia europea per l’ambiente mostrano, infatti, che negli ultimi quattro anni i settori industriali pesanti nel sistema ETS hanno ricevuto il 34% in più di quote di carbonio gratuite rispetto le loro emissioni reali. Un eccesso di offerta che minacciato l’idea stessa di prezzo del carbonio. “Alcuni protagonisti del mercato hanno criticato il ritardo delle aste come intervento della UE”, commenta l’EWEA. “Ma gli eventi eccezionali richiedono misure eccezionali e l’attuale crisi economica, la più dura dal 1920, è certamente un evento eccezionale”.