• Articolo Parigi, 31 gennaio 2018
  • Francia: il «diritto all’errore» taglia i lacci all’eolico offshore

  • C’è anche il capitolo energie rinnovabili nel nuovo progetto di legge approvato ieri dall’Assemblea francese. Semplificato l’iter per l’eolico marino e la geotermia

eolico offshore

 

Novità legislative per l’eolico offshore e la geotermia in Francia

(Rinnovabili.it) – Realizzare centrali di eolico offshore nelle acque francesi richiederà, a breve, molto meno tempo rispetto al passato. Dopo una serie di interventi sull’energia del vento a terra, la Francia semplifica il processo burocratico degli impianti marini. A disciplinare il nuovo intervento è il progetto di legge sul “diritto all’errore”, provvedimento promesso dal presidente Emmanuel Macron fin dalle prime battute elettorali.

L’Assemblea nazionale francese lo ha votato ieri, passando il testo al Parlamento per l’approvazione. Il principio base? “Ogni cittadino ha il diritto di sbagliare davanti all’amministrazione senza rischiare sanzioni nei casi di prima violazione”. E lo Stato deve essere “al servizio di una società della fiducia”. Nella pratica ciò si traduce con articolati interventi per permettere di fluidificare le relazioni tra amministrazioni e cittadini, alleggerendo norme e burocrazia.

 

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Tra i punti previsti c’è quello riguardante le installazioni energetiche in mare: eolico offshore ma anche impianti di sfruttamento delle onde e delle maree. Grazie alle nuove norme, ha spiegato il ministro della transizione energetica, Nicolas Hulot, il governo sarà in grado di riformare l’attuale procedura e ridurre il tempo necessario a realizzare un parco eolico offshore dagli oltre 10 anni attuali a “meno di sette anni”.

“Lo sviluppo delle energie marine rappresenta una grande sfida per la transizione energetica e per la crescita delle rinnovabili: il potenziale è considerevole, la produzione energetica è più regolare e consistente rispetto a quella a terra, e crea nuovi posti di lavoro in Francia”, si legge nel provvedimento.

 

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Parigi assicura però che per ogni progetto, il dibattito pubblico così come gli studi tecnici e ambientali,  verrebbero prima delle procedure di gara. Una misura che punta soprattutto a tagliare le gambe a qualsiasi contenzioso in tribunale post approvazione.

In questo contesto, le autorizzazioni ambientali e di occupazione del dominio marittimo verrebbero emesse al momento dell’annuncio del vincitore del bando. Misure non troppo dissimili sono state inserite anche per ciò che concerne l’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse geotermiche.

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