• Articolo Pechino, 14 novembre 2012
  • Un documento presentato a Pechino

    Greenpeace e GWEC presentano il IV Global Wind Energy Outlook

  • L’eolico potrebbe provvedere entro il 2020 alla produzione dell’elettricità necessaria a soddisfare il 12% del fabbisogno mondiale senza emissioni e senza consumo di acqua

(Rinnovabili.it) – Greenpeace International e il Global Wind Energy Council hanno presentato stamane la quarta edizione del GWEO, il Global Wind Energy Outlook. La relazione biennale evidenzia come il settore eolico potrebbe riuscire entro il 2020 a produrre l’elettricità necessaria a soddisfare il 12% dei bisogni energetici mondiali.  Il valore percentuale, cinque volte superiore a quello attuale, sarebbe inoltre potenzialmente in grado di creare 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro per ridurre le emissioni di CO2 di oltre 1,5 miliardi di tonnellate l’anno. Ma i valori sono destinati a crescere: le previsioni infatti indicano la possibilità di arrivare al 2030 con il 20% della fornitura elettrica mondiale.

Per meglio capire le prospettive energetiche future il GWEO ha redatto tre scenari ipotetici, uno al 2020, uno al 2030 e uno al 2050 elaborando per ogni scenario due diverse ipotesi: una che si basa sui dati della IEA e l’altra sviluppata dalla società di consulenza ECOFYS e dai ricercatori dell’Università di Utrecht che prevede un maggiore tasso di efficienza negli usi energetici finali.

 

“È chiaro che l’energia eolica giocherà un ruolo importante nel nostro futuro energetico. Ma perché l’eolico possa raggiungere il suo pieno potenziale, i governi devono agire rapidamente per affrontare la crisi climatica, finché siamo ancora tempo” – afferma Steve Sawyer, segretario generale del Global Wind Energy Council. Oltre a produrre energia elettrica infatti il beneficio dell’eolico consiste nel non consumo di acqua anche se ancora oggi non riceve sovvenzioni per lo sviluppo che ripaghino l’alto valore ambientale ed economico.
“L’ingrediente più importante per il successo duraturo del settore eolico è una stabile politica a lungo termine. Scelta, questa, che lancerebbe un segnale chiaro agli investitori sulla visione dei governi riguardo al potenziale e alle dimensioni di questa tecnologia. – afferma Sven Teske, esperto di energia di Greenpeace – Il Global Wind Energy Outlook dimostra che, con un giusto sostegno politico, l’industria potrebbe impiegare 2,1 milioni di persone entro il 2020, triplicando il mercato annuale dell’eolico rispetto a oggi”.

 

I dati del rapporto mettono in evidenza una potenza istallata che alla fine del 2011 ha raggiunto 240 GW a livello mondiale, dato che entro la fine del 2012 potrebbe aumentare fino a 280 GW mentre entro il 2050, rivelano le proiezioni IEA, il comparto potrebbe registrare i 587 GW di potenza. Lo scenario ottimistico del GWEO punta invece al raggiungimento dei 759 GW mentre l’ipotesi più avanzata mette in luce come con le giuste politiche energetiche si potrebbero raggiungere più di 1.100 GW entro il 2020, fornendo tra il 11,7-12,6% dell’elettricità globale, e il taglio di quasi 1,7 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2.
“La prospettiva dell’eolico a scala globale è assai significativa. In Italia sarebbe possibile raggiungere i 16 GW al 2020 e occupare circa 65 mila persone, ma il governo gioca al ribasso. La proposta di Strategia Energetica Nazionale su questa fonte va rafforzata” – aggiunge Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.