• Articolo Bruxelles, 30 novembre 2011
  • Dati elaborati dai Piani d’Azione Nazionali

    Il futuro delle rinnovabili europee

  • Un nuovo rapporto dell’Aea mostra che l’Europa assisterà ad un picco enorme di capacità d’energia rinnovabile se gli stati membri raggiungeranno gli obiettivi al 2020

(Rinnovabili.it) – L’Europa rilascia le proiezioni 2020 per il settore delle energie rinnovabili. Attraverso la propria Agenzia dell’Ambiente, Bruxelles ha analizzato i singoli Piani d’Azione Nazionali (PAN) consegnati dai paesi membri proiettando dati, obiettivi individuali e strategia in un unico documento previsionale. Si evidenzia così un futuro roseo per le fonti d’energia alternativa, soprattutto per l’eolico off-shore destinato a crescere rapidamente da qui al 2020, con una capacità installata in grado di moltiplicare il suo valore per 17 nei prossimi dieci anni e raggiungere il record di ben 44.2 GW. Nello sesso periodo, raddoppierà invece la capacità istallata dell’eolico on-shore e delle centrali elettriche alimentate a biomassa, mentre il solare fotovoltaico triplicherà i suoi numeri.

L’analisi affida al mare il ruolo di fonte elettrica verde più sfruttata, grazie ai progetti previsti nel settore dell’eolico marino ma anche a quelli di sfruttamento dell’energia delle onde e delle maree che dovrebbero aumentare di 11 volte la propria potenza. Triplicherà il contributo della geotermia e quadruplicherà il solare termico; circa il 43% di tutta la produzione di energia rinnovabile sarà destinato per il riscaldamento e il raffreddamento, dominati soprattutto dall’apporto della biomassa. Al settore dei trasporti andrà invece la fetta più piccola della percentuale di consumo di energia rinnovabile (12%), nonostante secondo il documento AEA debba essere l’elemento in più rapida crescita tra il 2005 e il 2020. Dati incoraggianti che non evitano però le raccomandazioni dell’Agenzia; nonostante questi tassi di crescita, infatti, gli obiettivi del 2020 saranno raggiunti solo con uno stretto margine.

“Questa analisi – ha commentato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea – è particolarmente tempestiva, in linea con la riunione sui cambiamenti climatici dei rappresentanti del governo a Durban. L’indagine illustra la scala di impegno dell’Europa nel trasformare il proprio settore energetico. Tuttavia, con uno sforzo congiunto possiamo e dobbiamo andare oltre. La combustione delle fonti fossili minacciano la stabilità del nostro clima, e la nostra analisi più recente ha dimostrato che l’inquinamento delle centrali elettriche a gas e carbone sta costando miliardi di euro all’anno in Europa in costi sanitari”.