• Articolo Bruxelles, 28 giugno 2012
  • Parte la Small Wind Campaign

    Il mini eolico è pronto a conquistare i Paesi in via di Sviluppo

  • ARE sollecita i decisori politici delle economie emergenti a sostenere le soluzioni di sfruttamento del vento su piccola scala per assicura la sicurezza energetica nelle aree più isolate o senza accesso alla rete

(Rinnovabili.it) – L’Alleanza per l’elettrificazione rurale (ARE) ha lanciato oggi la sua Small Wind Campaign, campagna per la diffusione del piccolo eolico nei paesi in via di sviluppo. L’iniziativa mira ad eliminare i colli di bottiglia e le idee sbagliate che frenano i decisori delle nazioni del Sud del mondo dall’integrare questa tecnologia nelle loro scelte energetiche per le comunità rurali, anche quando rappresentano una delle soluzioni più efficaci. “Sotto favorevoli condizioni naturali, i prezzi della piccola e medieaproduzione di energia eolica sono significativamente inferiori a quelli delle fonti energetiche convenzionali, come gasolio e kerosene”, spiega Simon Rolland, segretario generale di ARE. “Inoltre, calcolando l’intera vita degli impianti, i costi possono risultare inferiori anche a quelli di altri tipi di soluzioni ad energia rinnovabile. Eppure, i politici trascurare comunque questa soluzione”.

Durante la Campagna, che durerà un anno, saranno organizzati workshop, seminari on-line, meeting one-to-one con il preciso obiettivo di avvicinare i decisori politici al mini-eolico, valutando il fabbisogno energetico del loro paese o comunità, colmando le lacune informative e condividendo le best practies fino ad oggi realizzate. Tutte queste raccomandazioni sono disponibili al pubblico in un nuovo documento dell’Alleanza dal titolo, The potential of small and medium wind energy in developing countries. A guide for energy sector decision-makers”. Il rapporto contiene studi di casi provenienti da Cina, Indonesia, Madagascar e Namibia e riporta quelli che oggi sono gli ostacoli più comuni allo sviluppo del mini eolico, come la mancanza di studi di fattibilità e la disponibilità dei dati anemometrici, la mancanza di standard di qualità e di certificazioni, e meccanismi di finanziamento insufficienti.