• Articolo Washington, 27 gennaio 2012
  • Obama nel discorso sullo stato dell'Unione

    Il sogno (verde) americano

  • Le rinnovabili e i progetti a loro associati dominano per il terzo anno di fila il discorso annuale del presidente americano. Obiettivo, non cedere l’industria verde nè alla Cina nè alla Germania

Né la paralisi del Congresso né le ultime vicende riguardati le imprese USA nel settore dell’energia pulita sembrano spaventare lo spirito statunitense e quello del suo rappresentante numero uno. Per il presidente degli Stati Uniti le green energy sono ancora parte integrante del sogno americano ed è pronto a rinnovare l’impegno della propria amministrazione anche per questo 2012. Parlando nel suo annuale discorso sullo stato dell’Unione, Barak Obama ha dato un posto di primo piano anche alle prossime iniziative con cui il governo sosterrà il comparto dell’eolico e del solare, con la solenne promessa di “non cedere né l’industria del vento, né quella del fotovoltaico né tantomeno quella delle batterie a Cina o Germania”.

La sfida tecnologica ingaggiata dall’Usa contro mercati maturi ed emergenti ha ricevuto duri colpi durante il 2011; i fallimenti di aziende fortemente sostenute dagli aiuti federali come Solyndra, Evergreen Solar e SpectraWatt da una parte, e una concorrenza, soprattutto ad opera del mercato cinese, sempre più pressante dall’altra, hanno reso il terreno delle rinnovabili stelle e strisce più sdrucciolevole. Rimane intatto invece lo spirito nazionale e la voglia di primeggiare ad ogni costo, con o senza l’appoggio del Parlamento. “Le differenze in questa sala – ha detto Obama parlando dal palco di Washington – potrebbero essere troppo profonde in questo momento per far passare un piano globale per la lotta al cambiamento climatico. Ma non c’è alcun motivo per cui il Congresso non dovrebbe impostare almeno uno standard per l’energia pulita che crei un mercato per l’innovazione. Fino ad ora, non hanno agito. Bene stasera, lo farò io”.

E con queste parole il presidente americano ha annunciato il nuovo impegno federale, a partire dai progetti della Marina che opererà il più grande acquisto d’energia rinnovabile nella storia USA, abbastanza per alimentare 250 mila abitazioni l’anno, e quelli del Dipartimento dell’Interno che, entro la fine dell’anno, getterà le basi per rifornire 3 milioni di case con elettricità prodotta da campi fotovoltaici ed eolici realizzati su terre pubbliche. Un’operazione che si tradurrebbe in circa 10 GW di nuova capacità. Ricalcando in certo qual senso il discorso dello scorso anno, Obama ha esortato nuovamente i legislatori ad approvare una norma finalizzata alla creazione di un target per la produzione di energia elettrica da fonti low-carbon entro il 2035, annunciando che l’amministrazione è pronta a concedere nuovi incentivi ai produttori industriali per migliorare l’efficienza energetica delle loro operazioni. Una mossa che secondo i calcoli del governo potrebbe far risparmiare al comparto 100 miliardi dollari nei prossimi dieci anni.

Il presidente ha anche espresso il suo sostegno nei confronti dell’implementazione dell’obbligo, per utility e distributori, di includere una percentuale fissa delle energie rinnovabili nel proprio mix energetico e nell’introduzione di incentivi dedicati alle aziende locali affinché producano le loro apparecchiature e componenti all’interno del paese nordamericano.