• Articolo Bruxelles, 13 dicembre 2017
  • Integrare grandi volumi rinnovabili nella rete? Ci pensa EU-SysFlex

  • Lanciato un nuovo progetto di ricerca che mira a sviluppare diverse modalità di integrazione delle rinnovabili intermittenti nella rete elettrica su scala europea

rinnovabili

 

 Prepararsi ad un mix elettrico 2030 di rinnovabili al 50%

(Rinnovabili.it) – Il tradizionale modello di crescita di eolico e fotovoltaico ha avuto tra i primi effetti quello di diminuire la flessibilità del sistema elettrico. Le fonti non programmabili, proprio per la loro imprevedibilità e incostanza, senza adeguate contromisure possono determinare congestioni nella rete, con il rischio di ottenere sbalzi elettrici o blackout. Un elemento che per molto tempo ha spaventato gli operatori, preoccupati che grandi volumi rinnovabili possano danneggiare il mercato. È anche per togliere questo timore che è nato il progetto EU-SysFlex. Lanciato formalmente a novembre 2017, il progetto riunisce una serie di società energetiche e istituti di ricerca su un unico obiettivo: sviluppare nuove modalità di integrazione delle rinnovabili intermittenti nella rete elettrica su scala europea.

 

Il consorzio, coordinato dall’irlandese EirGrid Group e dalla francese EDF ha ricevuto dal Programma Horizon 2020 un finanziamento di 20 milioni di euro, sui 26 totali necessari. Con queste risorse e 34 partner provenienti da 14 paesi europei, EU-SysFlex cercherà di definire la giusta quantità di flessibilità e di servizi di sistema per supportare gli operatori delle linee di trasmissione.

 

Il progetto parte da un dato: se la nuova direttiva rinnovabili dovesse alzare l’obiettivo energia pulita 2030 al 35%, questo significherebbe dover integrare nel mix elettrico una quota di green energy pari al 50%. Come fare, dunque, perché l’infrastruttura elettrica sia preparata a grandi volumi di rinnovabili?

Diversi progetti di ricerca “hanno mostrato le possibilità tecniche, ma non hanno affrontato la questione del ridimensionamento attraverso una visione paneuropea”, spiega John Lowry, direttore del progetto presso EirGrid, a Euractiv. “Ci sono ulteriori complessità e sfide per l’Europa. Le dinamiche stanno cambiando, con una tendenza verso fonti di elettricità distribuite […] l’elettrificazione del settore termico e dei trasporti, la diversificazione della tecnologia, le nuove scelte dei consumatori. Pur presentando un’opportunità significativa, tutto questo si aggiunge alla complessità delle reti operative”.

 

In questo senso, EU-SysFlex mira a sviluppare una tabella di marcia con cui contribuire alla realizzazione di un sistema paneuropeo flessibile e integrato che massimizzi il potenziale di integrazione rinnovabile. Ciò comporterà la dimostrazione di nuovi concept e strumenti su un’ampia gamma di tecnologie, tra cui impianti di idro-stoccaggio centralizzati, batterie, centrali rinnovabili e supercondensatori.

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