• Articolo Strasburgo, 5 settembre 2017
  • Energia: dal Parlamento UE la richiesta di alzare il target rinnovabili

  • Presentati oltre 1.300 emendamenti alla nuova direttiva sulle energie rinnovabili (REDII) per il periodo 2020-2030 dal Comitato ITRE

rinnovabili

 

Alzare al 35% il target europeo per le rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Rimboccarsi le maniche, aggiornare i dati e stabilire per il 2030 un “target rinnovabili” di almeno il 35 per cento. Questa la richiesta che arriva dai deputati dell’Europarlamento. Il Comitato per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (ITRE) si è riunito ieri per discutere di oltre 1300 emendamenti alla nuova direttiva sulle energie rinnovabili (REDII) per il periodo 2020-2030.

Il provvedimento è uno dei tasselli normativi presentati nel 2016 dalla Commissione Europea all’interno del cosiddetto winter package o pacchetto energia pulita per tutti. Nella proposta dell’esecutivo europeo, tuttavia, la corsa comunitaria alle green energy perde decisamente la spinta. Ben lontana dall’impegno che aveva permeato la prima direttiva sull’energia pulita, Bruxelles ha proposto per il 2030 un obiettivo del 27% di fonti rinnovabili sul consumo finale di energia. Ossia solo sette punti percentuali in più rispetto al target 2020.

 

 

Per l’ITRE, il principale comitato all’interno del Parlamento UE sul progetto REDII si tratta di un target inaccettabile e obsoleto. Come spiegato dal relatore José Blanco López (S&D) “l’attuale proposta della Commissione è ben lungi dagli obiettivi di Parigi per il 2050. L’Europa dovrebbe servire da esempio e guidare la transizione energetica. Pertanto, propongo di aumentare il target sulle rinnovabili ad complessivo 35 per cento. Ambizioso, sì, ma ragionevole e realizzabile”.

Lopez non esita a definire il tema una “questione sociale”, chiedendo che vengano aggiornate la basi di calcolo dei costi tecnologici, vero e proprio elemento di scontro sulla REDII.

 

>>Leggi anche Pacchetto Invernale, le novità nella Direttiva rinnovabili<<

 

Il relatore è fortemente critico anche su un secondo aspetto della direttiva. Rispetto al provvedimento normativa che sta guidando gli stati membri al 2020, la proposta per il 2030 non contempla vincoli nazionali: l’attuale proposta di target è valida per l’Unione Europea nel suo complesso, lasciando ai Paesi la libertà di decidere il proprio obiettivo nazionale e come raggiungerlo.

Ma per gran parte dei deputati della Comitato ITRE è necessario che la nuova legge introduca obblighi nazionali, oltre ad alzare asticella dell’ambizione. Il relatore insiste anche su altri due elementi ritenuti fondamentali: la certezza del diritto e la promozione dell’autoconsumo. Questo significa, da una parte provvedere a forme di risarcimento per le modifiche normative capaci di danneggiare progetti già esistenti  e dall’altra prevedere strumenti di supporto e incentivazione capaci di sostenere i nuovi prosumer.

Il Comitato si riunirà nuovamente a Strasburgo la settimana prossima con l’obiettivo di votare sulla relazione di direttiva il 28 novembre.

 

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