• Articolo Ulassai, 12 ottobre 2012
  • La pronuncia della Corte si riferisce all’ampliamento del parco eolico di Ulassai (OG)

    L’eolico in Sardegna è una questione di legittimità

  • Sull’illegittimità della legge regionale, espressa dalla Corte Costituzionale, l’ANEV ribadisce la necessità per il settore dell’eolico di avere regole certe e stabili

(Rinnovabili.it) – L’articolo 18 della legge Finanziaria del 29 maggio 2007, non essendo in linea con le norme statali che disciplinano la dislocazione degli impianti eolici, è illegittimo. Così la Corte Costituzionale chiude il caso dell’ampliamento del parco eolico di Ulassai, in provincia di Ogliastra, mettendo in luce tutte le criticità dell’attuale legislazione in materia. Immediato il commento dell’Associazione Nazionale Energia dal Vento: «Un caso come questo – si legge nel comunicato diffuso quest’oggi – dimostra quanto sia necessario per il nostro Paese rivedere il Titolo V della Costituzione, come il Consiglio dei Ministri ha proposto in questi giorni con un disegno di legge di riforma costituzionale».

 

Il fatto risale a quando il Comune di Ulassai, vedendosi respingere dall’ufficio VIA della Regione il progetto di ampliamento del parco in questione perché l’area non rientrava tra quelle “disponibili”, ha deciso di ricorrere al TAR; la questione di legittimità sollevata dai Giudici di Cagliari si è risolta, poi, con la sentenza dello scorso 8 ottobre, secondo la quale la Regione avrebbe applicato una legge in netto contrasto con quanto stabilito dalle linee guida nazionali del 10 settembre 2010, stilate per offrire agli operatori un quadro certo per gli investimenti. Anziché indicare i siti sottoposti a vincoli, e quindi esclusi da ogni installazione eolica, infatti, la Regione ha fatto il contrario individuando solamente le aree idonee, ovvero quelle industriali e compromesse. Da qui, l’incostituzionalità dell’articolo 18 e il conseguente vuoto normativo.

 

Come dichiarato dal Segretario Generale dell’ANEV, Arturo Cocco: «Iter burocratici lunghi e tortuosi, incertezza delle regole, mancanza di un quadro normativo certo a livello regionale e locale hanno determinato in questi anni il declino di un settore che andrebbe invece incoraggiato e promosso. La burocrazia rappresenta un costo extra per gli operatori. La semplificazione amministrativa, con regole certe e più snelle, è la soluzione per risollevare un comparto in crisi».