• Articolo Augusta, 5 novembre 2012
  • Uno studio di un team di ricercatori britannici e statunitensi

    L’eolico impedisce sonni tranquilli?

  • Vivere troppo vicino agli impianti può causare stress, depressione e diminuire la qualità del sonno. Lo hanno evidenziato gli studi che i ricercatori hanno compiuto su due villeggi del Maine

(Rinnovabili.it) – Un gruppo di ricercatori provenienti da Regno Unito e America ha studiato l’impatto degli impianti eolici sui residenti localizzati in prossimità degli impianti. Prendendo in considerazione due gruppi di persone nello stato americano del Maine, una popolazione residente a meno di un miglio dalla centrale eolica e uno più distante ma socialmente simili i due insediamenti si sono differenziati per un fenomeno particolare: la diversa qualità del sonno. Gli abitanti del villaggio situato nei pressi delle pale dormono peggio e hanno livelli di stress più elevati.

 

La completezza dello studio del Northern Maine Medical Centre, dell’Intelligent Health Solutions canadese e dalla University Hospitals of Leicester (Uk) sarà esaminata e servirà a valutare la costruzione di nuovi impianti troppo vicini ad abitazioni o a complessi residenziali e alla valutazione dell’eventualità di spegnere o ridurre l’attività dei rotori quando i venti molto intensi provocano l’aumento della rotazione e del rumore generato dalle pale.

 

Per valutare l’impatto delle fattorie del vento i ricercatori hanno utilizzato due standard scientificamente riconosciuti: il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) che misura la qualità del sonno notturno, e la Epworth Sleepiness Scale (ESS), che misura come le persone si sentono quando si svegliano. “I soggetti che vivono vicino agli impianti eolici industriali hanno una qualità del sonno peggiore, come evidenziato dai punteggi PSQI e ESS significativamente superiori” hanno evidenziato i ricercatori Michael Nissenbaum, Jeffery Aramini e Chris Hanning specificando che all’aumentare della distanza dall’impianto cresce anche il benessere delle persone. I residenti vicini agli impianti hanno infatti dichiarato di aver fatto ricorso almeno una volta ad un medico che ha diagnosticato loro stati di forte stress e di depressione che li hanno portati a fare esplicita richiesta di sonniferi e tranquillanti, mentre queste segnalazioni non sono mai state registrate dagli abitanti del villaggio lontano della centrale.

 

A differenza di alcune fonti di rumore che notoriamente disturbano il sonno, come le strade ad alto scorrimento, il rumore della turbina eolica varia notevolmente a seconda dell’intensità e della direzione del vento, ma a differenza di altre forme di rumore, come quelle provenienti dal passaggio di un aereo o di un treno, quello prodotto dai rotori può durare molto a lungo. Per questo le turbine dovrebbe essere costruite ad una distanza non inferiore ai 380-550 metri dalle abitazioni a seconda del terreno e della grandezza della pala, misure però che stanno subendo delle variazioni a causa delle lamentele di gruppi di residenti e di ambientalisti poiché i limiti oggi in vigore sono stati stabiliti 16 anni fa, quando le dimensioni delle torri eoliche erano nettamente inferiori così come la loro diffusione sul territorio.

Ma a rassicurare il comparto l’indiscrezione che vuole la Commissione Europea impegnata nell’ammodernamento della normativa sullo sviluppo delle rinnovabili, soprattutto dell’eolico, che impone alcune regole fondamentali per la salute dei cittadini e punta ad obiettivi ancora più ambiziosi di quelli contenuti nella Direttiva 20-20-20.