• Articolo Methil, 1 marzo 2016
  • Mega turbine offshore: il gigante eolico da 7 MW tocca l’acqua

  • L’unità, realizzata in prossimità della costa di Levenmouth in Scozia funzionerà come unità dimostrativa, consentendo l’accesso a studiosi e ricercatori

Mega turbine offshore: il gigante eolico da 7 MW tocca l’acqua

 

(Rinnovabili.it) – Taglio del nastro per l’ultimo gigante eolico partorito dall’industria del vento europeo. L’incessante corsa verso l’istallazione di mega turbine offshore sempre più potenti ha da oggi un nuovo gioiello anche se solo a livello scientifico. L’Offshore Renewable Energy (ORE) Catapult – fiore all’occhiello della ricerca marina del Regno Unito – ha presentato ufficialmente ieri la sua nuova turbina dimostrativa da 7 MW di potenza, realizzata a Levenmouth in Scozia.

 

L’aerogeneratore marino in realtà è stato istallato in prossimità della costa e non a largo, in quanto il suo obiettivo primario non è la produzione energetica: il gigante eolico è stato appositamente progettato per consentire a studiosi e operatori del settore di intraprendere attività di ricerca su un’ampia gamma di tecnologie connesse al funzionamento di turbine così grandi, e di sperimentare nuove operazioni e tecniche di manutenzione che potrebbero servire per ridurre il costo dell’energia eolica offshore.  Per il comparto delle green energy britanniche, riuscire a tagliare i costi rappresenta una scelta obbligata: il governo infatti ha fatto sapere che continuerà a sostenere la tecnologia solo se l’industria riuscirà a dimostrare di poter portare il costo dell’energia eolica offshore a un livello inferiore 100 MWh entro il 2020.

 

A guardar bene però questa sfida la si sta affrontando anche al di fuori dei confini UK: la Siemens ha appena ottenuto l’ultima certificazione necessaria per la sua SWT-7.0-154, turbina offshore da 7 MW di potenza. Fase finale del processo di sviluppo, l’autenticazione permetterà all’azienda tedesca di iniziare la produzione della nuova macchina in autunno del prossimo anno. Mentre il primo prototipo, installato in acqua nell’estate 2015, è stato inizialmente utilizzato per raggiungere l’attestato di finale, gli ingegneri sono ora in grado di utilizzare nuovi modelli per i test accelerati di tutti gli aspetti legati alla connessione rete, la qualità e la sicurezza. Nonostante si debba ancora attendere, i primi ordini sono già arrivati.

Un Commento

  1. geppe67
    Posted marzo 1, 2016 at 11:46 am

    Ma cosa aspettiamo a piazzarne qualche migliaio tra il 40° e il 60 ° parallelo? Altro che venti di alta quota…

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