• Articolo Copenhagen, 18 aprile 2012
  • Rapporto del Global Wind Energy Council

    Nel 2016 soffierà un vento da 500 GW

  • Dalla conferenza EWEA 2012 arrivano le ultime previsioni sull’industria eolica globale. Dal 2013, l’Asia spodesterà l’Europa come leader mondiale nella capacità istallata

(Rinnovabili.it) – Tira un buon vento per l’eolico globale. A fine anno l’industria mondiale potrà vantare oltre 46 GW di nuova capacità istallata, sotto la forte spinta dell’Asia e dell’Europa. La previsione è quella fornita dal Global Wind Energy Council (GWEC) in occasione della Conferenza EWEA 2012 al Bella Center di Copenhagen. Secondo i dati del Consiglio, entro la fine del 2016 la capacità totale globale dell’energia eolica dovrebbe avvicinarsi all’ambita soglia dei 500 GW – di cui 255 GW messi in funzione negli ultimi 4 anni -, con un mercato annuale, in quello stesso anno, di circa 60 GW e una crescita cumulata media di quasi il 16%.

“Per i prossimi cinque anni, la crescita annuale del mercato sarà guidata principalmente da India e Brasile, con contributi significativi provenienti dai nuovi mercati in America Latina, Africa e Asia”, ha dichiarato Steve Sawyer, segretario generale del GWEC. “Mentre il mercato continua a diversificarsi in tutti i continenti, allo stesso tempo mostra in sede OCSE i segni della crisi e del crollo del credito che stanno, in queste stesse nazioni, rallentando non poco la crescita del comparto”.

L’Asia continuerà ad essere il più grande mercato a livello mondiale con l’installazione di 118 GW tra oggi e il 2016, e superando l’Europa come leader mondiale nella capacità installata cumulativa a  partire dal prossimo anno. Dopo quasi un decennio di crescita a doppie e triple cifre, il mercato cinese troverà finalmente la propria stabilità, mostrando per gli anni a venire trend più o meno costanti. Stabile anche il mercato europeo rimane stabile, caratterizzato da una Spagna “eolicamente” deludente nel 2011 – e con molta probabilità anche nel 2012 – pronta ad essere rimpiazzata da Romania, Polonia, Turchia e Svezia hanno preso il suo posto.