• Articolo Roma, 20 aprile 2012
  • I contromanifestanti definiscono risibile l’energia prodotta e la CO2 evitata

    No all’eolico selvaggio: gli ambientalisti si dividono

  • Lo scorso 18 aprile, accanto a chi manifestava per impedire la fine delle rinnovabili c’era anche chi vuole impedire che le installazioni eoliche possano deturpare il paesaggio

(Rinnovabili.it) – Se davanti a Montecitorio, appena due giorni fa, il mondo delle rinnovabili si è ritrovato compatto a manifestare contro i decreti che rischiano di minare la sopravvivenza stessa del settore, poco più in là dalla folla principale c’era anche un gruppo di persone che è sceso in piazza contro l’eolico. Le associazioni che fanno capo a questo gruppo di persone sono Amici della Terra, Italia Nostra, Mountain Wilderness, il Comitato per il Paesaggio e quello per la Bellezza, tutte preoccupate per gli incentivi che l’eolico riceverà non appena il decreto sulle rinnovabili sarà emanato dal MSE e dal MATTM. La posizione di questa fetta di ambientalisti sostiene fortemente l’annullamento degli incentivi all’industria eolica nazionale. “Il decreto – si legge nel comunicato stampa diffuso – avrebbe dovuto azzerare gli incentivi che l’industria dell’eolico ha già preso per 10 anni danneggiando il paesaggio dei più bei crinali appenninici per un risultato risibile in termini di energia prodotta e CO2 evitata”.

Un situazione che per il gruppo del “no all’eolico” andrebbe a gravare ancora una volta sulle bollette degli italiani, che ai 9 miliardi di euro all’anno (peso attuale delle rinnovabili in bolletta) se ne vedrebbero aggiungere altri 3 per i prossimi 20 anni. Il gruppo dei contromanifestanti è stato ascoltato anche dal Sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, il quale ha garantito che l’iter di emanazione del decreto seguirà la giusta (e forse non universalmente condivisa) procedura.