• Articolo Amsterdam, 3 gennaio 2018
  • Un progetto che sfiora i 30 GW

    Pazza idea dell’Olanda per il parco eolico offshore dei record

  • La TenneT e il governo vogliono costruire un’isola artificiale nel Mare del Nord per convertire sul posto l’energia prodotta dal parco eolico offshore più grande mai visto

eolico offshore

 

Un’isola artificiale per il parco eolico offshore più grande al mondo

 

(Rinnovabili.it) – Sarà il parco eolico offshore più grande del mondo, e sarà tutto merito di un’isola artificiale di 5 km quadrati a fungere da hub per la conversione dell’energia. Un progetto da fantascienza quello che ronza nella mente del governo olandese, che pensa al 2027 come termine per il completamento. Sarà realizzato da TenneT, compagnia energetica dei Paesi Bassi che ha intenzione di costruire l’isola artificiale nei pressi del Dogger Bank, un sito ventoso e poco profondo nel Mare del Nord, 125 km al largo della costa dello Yorkshire orientale.

Questo nodo invierebbe energia elettrica in diversi paesi: Olanda e Regno Unito in primis, per poi eventualmente arrivare in Belgio, Germania e Danimarca. Di solito i parchi eolici offshore utilizzano costosi cavi sottomarini che convertono la corrente elettrica delle turbine in energia che le reti possono utilizzare. L’isola artificiale costruita da TenneT, tuttavia, ospiterà attrezzature che eseguiranno questa conversione sul posto, consentendo in tal modo alle fattorie circostanti di inviare elettricità nei paesi riceventi utilizzando cavi meno costosi. Secondo i promotori, questo sistema consentirà di produrre energia a costi minori e competitivi, e che non vi sarebbe alternativa se lo scopo è abbassare i prezzi dei parchi eolici in mare aperto.

 

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Lo scoglio più alto su cui l’idea visionaria potrebbe infrangersi, però, sono i costi di realizzazione. Mentre TenneT può sobbarcarsi il miliardo e mezzo di euro necessario a costruire l’isoletta, non può caricarsi anche l’investimento nei parchi eolici. Qui dovrebbero subentrare grandi sviluppatori come la danese Ørsted o la tedesca Innogy. Tuttavia, per farli salire a bordo di questa impresa più che complessa, la compagnia olandese deve convincere anche la National Grid britannica e magari qualche altro colosso ad acquistare l’interconnector.

Se questo difficile puzzle verrà alla fine composto, gli olandesi promettono che l’unico limite sarà il cielo. Sono convinti che un’isola artificiale come quella che hanno in mente per il Dogger Bank potrebbe supportare parchi eolici con una capacità di 30 GW, più del doppio di tutto l’eolico offshore installato oggi in Europa. Numeri da capogiro, che per ora comunque restano sulla carta.

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