• Articolo Bruxelles, 13 giugno 2019
  • O&M eolico offshore, il mercato raggiungerà i 12 mld

  • Cresce il valore dei servizi di Operation and Maintenance, soprattutto in Europa, svolgendo un ruolo chiave nell’ottimizzazione delle entrate

eolico offshore o&m

L’analisi sull’O&M dell’eolico offshore di Wood Mackenzie Power e Renewables

(Rinnovabili.it) – Il mercato globale dell’O&M (Operation and Maintenance) per l’eolico offshore è destinato a crescere del 17 per cento l’anno raggiungendo i 12 miliardi di dollari entro il 2028. A riferirlo è l’analisi di Wood Mackenzie Power e Renewables, approfondita incursione nel mondo dei servizi di gestione operativa e manutenzione degli impianti, una serie di attività di monitoraggio, reportistica, riparazione e sostituzione dei componenti.

Nonostante la relativa giovinezza del settore eolico offshore, il comparto dell’O&M sta acquisendo sempre maggiore spazio, soprattutto in Europa a cui oggi spetta la quota maggiore del mercato dell’Operation and Maintenance.

Secondo il report l’ottimizzazione della manutenzione sta giocando un ruolo chiave nel massimizzare le entrate delle wind farm, specialmente per i progetti esposti ai rischi.

 

 

>>Leggi anche Revamping eolico, semplificazioni nella Riforma Via<<

 

Spiega Shimeng Yang, analista senior presso Wood Mackenzie,”Prevediamo che l’OPEX medio europeo (OPerating EXpense, ovvero la spesa operativa) scenderà del 57% tra il 2019 e il 2028, principalmente grazie a classi di turbine più grandi, una maggiore affidabilità delle macchine, economie di scala legate a progetti di ampie dimensioni, nuove pratiche di servizio e opportunità di clustering”. Tuttavia i costi O&M per le turbine, che costituiscono la parte più consistente della spesa OPEX in mare aperto, sono destinati a crescere a causa dell’incertezza legata ai possibili guasti della componentistica chiave. “Pertanto – aggiunge Yang – un approccio proattivo nella sostituzione dei componenti è fortemente enfatizzato per ridurre i tempi di inattività delle turbine e le relative perdite di entrate”.

 

I maggiori rischi per l’eolico offshore

Wood Mackenzie ha aggiunto che l’erosione e la riparazione delle pale è attualmente la più grande preoccupazione per i proprietari degli impianti dal momento che può determinare lunghi tempi di inattività e di conseguenza, mancati guadagni. In termini di Balance of Plant (BOP), i guasti dei cavi sottomarini rappresentano i maggiori rischi per lo sviluppo e il funzionamento del progetto. Anche i difetti nelle fondamenta possono anche essere costosi, ma difficilmente hanno un impatto immediato sull’operatività dell’impianto.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *