• Articolo Bruxelles, 28 novembre 2011
  • Pubblicato il “Developing a Maritime Strategy for the Atlantic Ocean Area”

    Rinnovabili off-shore al centro della strategia marittima europea

  • La Commissione europea presenta la sua comunicazione su sfide e opportunità presentate dalla linea costiera atlantica

(Rinnovabili.it) – Una strategia marittima firmata dall’Unione Europea per l’area dell’oceano Atlantico. La recente comunicazione licenziata da Bruxelles riporta l’orientamento dell’esecutivo europeo in merito allo sviluppo di coste, territori e acque giurisdizionali dei cinque Stati membri dell’Unione europea con una linea costiera atlantica, ovvero Francia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Una pianificazione dello spazio marittimo in cui rientra di diritto anche il settore dell’eco-energia off-shore, il cui sviluppo è individuato dalla Commissione UE come parte della “nuova realtà economica” di cui dovranno beneficiare le aree costiere.

Energia eolica, delle maree e del moto ondoso sono, infatti, tra gli elementi chiave della comunicazione, che individua in loro sfide e opportunità non trascurabili. Bruxelles ritiene, infatti, che entro il 2020, circa il 20% della capacità eolica marina installata nell’Unione potrebbe essere localizzata bacino atlantico così come dovrà essere indagato e sfruttato il potenziale delle onde e delle correnti. Una pianificazione quella presentata da Bruxelles, che ottiene la favorevole accoglienza dell’European Wind Energy Association (EWEA): “Con oltre 23 GW di ​​energia eolica off-shore in fase di progettazione nell’Oceano Atlantico, la strategia individuo lo sviluppo di questo settore come un bene fondamentale per la zona“, ha dichiarato Anne-Bénédicte Genachte, Regulatory Affairs Advisor presso l’Associazione. La Commissione avverte però che la corretta distribuzione su vasta scala delle rinnovabili off-shore accadrà solo se le connessioni di trasporto saranno  in grado di garantire il collegamento tra i principali centri di produzione alle zone di consumo e propone inoltre di includere il Mare d’Irlanda nella pianificazione europea delle priorità infrastrutturali.