• Articolo Madrid, 17 aprile 2012
  • Il crollo è in arrivo, secondo la CNE

    Spagna: il Real Decreto addormenterà le rinnovabili entro il 2013

  • Per 3 anni non verranno istallati MW verdi nel Paese. Il dato allarmante proviene dalla Commissione nazionale per l’energia

(Rinnovabili.it) – Il settore delle rinnovabili spagnole è sul piede di guerra. E non solo perché l’ultima legge promulgata per arginare la crisi colpisce il cuore del comparto delle energie pulite. Stando a quanto riferito dalla Commissione nazionale per l’energia (CNE) per mano del Real Decreto 1/2012 si assisterà in pochissimo tempo al blocco quasi totale della crescita della potenza verde. In altre parole: zero megawatt fotovoltaici, zero megawatt eolici, zero megawatt solari termici, e così via per tutte le altre fonti rinnovabili.

Secondo quanto si legge nel Rapporto quadro sulla domanda di elettricità e gas naturale, reso disponibile sul sito del CNE dallo scorso giovedì, in Spagna non verrà installata nuova capacità energetica green per gli anni 2013, 2014 e 2015. Tre anni, dunque, di stallo che il documento riconduce, senza mezzi termini, agli effetti dell’ultimo provvedimento governativo. Si addormenterà così il fotovoltaico, dopo aver raggiunto alla fine di quest’anno 97 MW, e l’eolico con i suoi 474 MW; stessa sorte per solare termico e biofuel, per i quali il tempo di congelamento durerebbe addirittura 4 anni. Il rapporto tuttavia non tradisce alcuna preoccupazione in merito agli obiettivi rinnovabili spagnoli. Stando a quanto riportato dalla Commissione, i target di capacità verde attesi per il 2020 secondo il Piano per le energie rinnovabili “consentono di disporre di un ampio margine di manovra per impostare il percorso di attuazione”. Il documento ritiene inoltre che “l’attuale capacità di generazione installata è sufficiente a garantire la copertura della domanda attesa”, e che il regio decreto non pregiudicherebbe la sicurezza degli approvvigionamenti.