• Articolo Washington, 12 dicembre 2011
  • D. Bode (AWEA): “Necessario ripristinare subito la PTC”

    USA: a rischio la scalata dell’eolico

  • La mancata estensione della Production Tax Credit (PCT) metterebbe in serio pericolo non solo i posti di lavoro, ma anche gli investimenti privati

(Rinnovabili.it) – Con una politica fiscale stabile, il settore eolico può creare e salvare 54.000 posti di lavoro nei prossimi 4 anni: una mossa grazie alla quale sarà possibile raggiungere i 500.000 posti di lavoro al 2030, in base a quanto previsto dal Dipartimento dell’Energia statunitense durante l’amministrazione Bush. Secondo uno studio redatto da Navigant, infatti, far scadere, senza rinnovarla, la Production Tax Credit (PTC) metterebbe a rischio circa la metà della forza lavoro eolica statunitense e ridurrebbe di quasi due terzi gli investimenti privati nel settore; estendendo la Tassa, invece, si potrebbero creare ulteriori 17.000 posti di lavoro. Il problema della stabilità normativa e fiscale, dunque, non è solamente un fatto di “casa nostra”. Grazie alla PTC, l’energia dal vento ha alimentato uno dei settori produttivi americani più in rapida crescita: negli ultimi 6 anni, infatti, la produzione nazionale di componenti per le turbine è aumentata di 12 volte, con 400 stabilimenti dislocati in 43 Stati. La prospettiva di non vedere estesa la tassa, metterebbe a rischio gli investimenti e frenerebbe la corsa del vento americano. Forti preoccupazioni vengono anche dagli operatori del settore che, a causa dell’incerta estensione della PTC, sono di fatto bloccati, divisi tra i clienti che temporeggiano sugli ordini e i rischi cui andrebbero incontro i propri dipendenti; per questo auspicano che la situazione sia ripristinata quanto prima. “Dobbiamo agire subito per continuare la scalata produttiva statunitense nel settore dell’eolico”, ha detto il Direttore Generale dell’American Wind Energy Association (AWEA), Denise Bode. Per la Bode, un mancato rinnovo della PCT, oltre a provocare un aumento delle imposte, spingerebbe anche i lavoratori statunitensi a cercarsi un posto di lavoro fuori dagli Stati Uniti.