• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2018
  • BEI: 52,5 mln per la prima fabbrica europea di batterie al litio

  • La Banca europea finanzierà l’impianto pilota della svedese Northvolt, uno dei protagonisti dell’Alleanza Europea delle batterie. Alleanza che nel frattempo inizia a dividersi

fabbrica europea batterie al litio

 

Siglato il primo passo verso la più grande fabbrica europea di batterie al litio

(Rinnovabili.it) – Ben 52,5 milioni di euro per realizzare a Västerås, in Svezia, il primo impianto pilota per la produzione di batterie al litio. È quanto la Banca Europea degli investimenti (BEI) concederà a Northvolt, la società hi-tech nata nel 2016 con l’obiettivo di costruire il dispositivo d’accumulo “più ecologico al mondo”.

L’approvazione del prestito è stata annunciata ieri, in contemporanea con la seconda riunione, presso la Commissione Europea, dell’European Battery Alliance, letteralmente l’Alleanza europea delle batterie. Ed è proprio nel solco della nuova alleanza che si colloca il progetto Northvolt.

 

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Il finanziamento – elargito attraverso lo strumento di garanzia per le PMI, InnovFin – sosterrà economicamente la costruzione e gestione dell’impianto. I lavori inizieranno subito dopo la firma ufficiale della BEI sul contratto, con l’obiettivo di mettere in piedi una struttura multifunzionale: la fabbrica servirà, infatti, a dimostrare la fattibilità commerciale del concept e a qualificare e industrializzare i prodotti, accogliendo nelle sue mura anche un centro di ricerca. Le batterie saranno destinate sia al settore dei trasporti che a quello dello stoccaggio stazionario.

 

Il sito dimostrativo è in realtà solo il primo step di un piano più ampio, che prevede la creazione della più grande fabbrica europea di batterie al litio a Skellefteå, con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 32 GWh di capacità l’anno.

 

 

Ma, a regime, quella di Skellefteå dovrebbe essere solo una delle 20 giga-factory immaginate nel futuro europeo. Come spiegato in più di un’occasione dal vicepresidente per l’Unione dell’energia Maroš Šefčovič, l’Europa sta cercando di ritagliarsi un posto solido nel mercato dell’accumulo, cercando di recuperare quel ritardo accumulato nei confronti dei produttori statunitensi e asiatici. “Il potenziale stimato di questo mercato in Europa è enorme – spiega Šefčovič – nel 2025, potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro l’anno, poiché la domanda di celle dovrebbe raggiungere i 200 GWh -600 GWh a livello globale. Visto la portata e la velocità richieste, nessun singolo attore può farlo da solo. La European Battery Alliance fornisce un ombrello per queste potenziali partnership in tutta la catena del valore”. 

 

Lo slogan sembra essere “tutti per uno e uno per tutti” e la stessa alleanza era stata presentata come l’Airbus delle batterie, ossia come il tentativo di replicare la coalizione nata tra Francia, Germania e Regno Unito sul fronte aereo, con il progetto Airbus, per battere la concorrenza statunitense del Boeing.

Per ora, tuttavia, quella delle batterie sembra più un insieme di tanti attori individuali che portano avanti i personali progetti. È stato lo stesso Šefčovič, ieri, a ritrattare minimizzando qualsiasi aspettativa in tal senso “Non penso che avremo una società che produce batterie in Europa”, ha detto il commissario “Quello che spero di avere saranno dieci e più giga-factory che saranno competitive e forniranno prodotti di alta qualità ai mercati globali”.

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