• Articolo Vienna , 27 febbraio 2013
  • Un concorso finanziato a livello europeo

    “SolarDesign” mette in gioco estetica e rinnovabili

  • Un nuovo concorso permetterà di coniugare tecnologica, architettura e design a favore della produzione di energia verde e di una qualità della vita migliore

(Rinnovabili.it) – Nuovo design per celle solari cercasi. L’appello lanciato dall’Ue si è trasformato in un concorso gestito dal Politecnico di Vienna, che prevede di trasformare le celle solari in un connubio di ricerca avanzata, tecnologia e design e di integrare le industrie creative nelle attività di ricerca.

A “SolarDesign”, questo il nome del progetto, parteciperà oltre a Spagna, Germania, Francia, Austria e Danimarca anche l’Italia rappresentata dall’Accademia Europea di Bolzano e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

 

L’intento è quello di dare più colore e una forma ad elementi che sempre più spesso entrano a far parte dell’architettura di città e palazzi. Tutti uguali ad oggi i moduli fotovoltaici di silicio sono facilmente riconoscibili grazie al colore blu scintillante che li contraddistingue, e grazie anche alle linee bianche che demarcano le celle.

Ma in un mondo in cui l’apparenza e l’aspetto estetico sono valori sempre più al centro dell’attenzione il mercato deve adeguarsi alle esigenze architettoniche che cambiano. “Non tutti i desideri del cliente possono però essere soddisfatti utilizzando queste celle solari”, ha dichiarato Nadja Adamovic dell’Istituto per i Sistemi di Sensori e Attuatori del Politecnico di Vienna, che per tre anni coordinerà il progetto che l’europa ha deciso di finanziare con 2,7 milioni di euro nel quadro del 7° Programma di ricerca, che mira a colmare il divario tra ricerca tecnologica, architettura e design.

 

Far condividere tecnologia e design è quindi lo scopo ultimo di un progetto in cui entra a far parte anche la tecnologia cercando di sviluppare, ad esempio, cover in grado di ricarica il tablet e radio solari utili per rilevare gli incendi.  Tra i progetti anche la creazione di celle flessibili e pieghevoli che allarghino il campo d’uso della tecnologia permettendo l’impiego su pareti rotonde e su superfici irregolari, con tutte le difficoltà che ne derivano.

“Sarebbe difficile calcolare l’impatto sulle proprietà elettriche delle celle se, ad esempio, il designer volesse creare moduli solari in una forma a zig-zag “, spiega Nadja Adamovic.

Ad interessarsi al progetto la società austriaca Sunplugged impegnata nella realizzazione in forma di lunghi rotoli di strati sottili di celle solari simili ad un tessuto, che potranno essere modellati secondo le necessità.