• Articolo Milano, 30 luglio 2012
  • I relè omologati disponibili da settembre/ottobre, settimane dopo l’entrata in vigore del V CE

    Assosolare: investimenti a rischio con la Norma CEI 0-21

  • Nel mirino degli operatori del fotovoltaico la Norma CEI 0-21 e l’Allegato A70, due strumenti che per l’Associazione lontani dal mercato e rendono impossibile l’allaccio alla rete

(Rinnovabili.it) – Un appello rivolto all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) affinché vengano regolati i modi e i tempi di adeguamento alle disposizioni stabilite dalla delibera AEEG/84/2012/R/eel. Sulle tracce di quanto chiesto anche da ANIE/GIFI in materia, la mossa di Assosolare entra nel merito delle tempistiche legate alla Norma CEI 0-21 e dei requisiti definiti dall’Allegato A70 che regolano l’installazione dei nuovi impianti fotovoltaici e il loro allaccio alla rete di distribuzione, per sottolineare la “pericolosità” di un’operazione che rischia di compromettere gli investimenti di famiglie e imprese. Nella delibera dell’Autorità, infatti, viene stabilito l’obbligo di una protezione di interfaccia di nuova generazione per gli impianti di produzione connessi alla rete in media tensione, che ha reso inutile anche l’impiego dei vecchi relè opportunamente riconfigurati, definiti dall’Autorità una soluzione impraticabile.

L’Associazione spiega che, essendo mancata una coerenza con le reali disponibilità del mercato, gli operatori e i numerosi utenti si sono dovuti confrontare con l’esaurimento dei prodotti omologati e la conseguente impossibilità a connettere gli impianti appena realizzati alla rete: una situazione che per il Presidente di Assosolare, Gianni Simoni, è di gravità crescente. «È ormai un dato di fatto l’assoluta impossibilita di trovare questi relè se non a partire da settembre/ottobre – ha spiegati Simoni – con la conseguenza che molti impianti non potranno essere allacciati entro il 27 agosto, quando entrerà in vigore il V Conto Energia, che già comporta innumerevoli ostacoli allo sviluppo e alla sopravvivenza del mercato fotovoltaico nazionale, perdendo così il diritto all’incentivo. Sono in gioco anche i risparmi di centinaia di famiglie e piccole imprese che hanno scelto di investire nelle energie rinnovabili e di sostenere le ragioni dell’ambiente». L’auspicio dell’Associazione è che l’AEEG riconosca la necessità di rivedere i termini di quanto stabilito dalla delibera.