• Articolo Bologna, 27 maggio 2013
  • E’ attualmente il più grande impianto d’Europa realizzato su un edifico

    A Bologna il tetto fotovoltaico da record

  • Il centro agroalimentare di Bologna può vantare 100.000 metri quadrati di fotovoltaico e una potenza di oltre 10 MW

Fotovoltaico, al CAAB l'impianto sul tetto più grande d'Europa(Rinnovabili.it) – L’Italia conquista un altro primato in tema di fotovoltaico. Con il termine dei lavori presso il Centro Agro-Alimentare di Bologna (CAAB), il Belpaese inaugura il tetto solare più grande d’Europa. Il mega impianto che riveste la copertura del CAAB, vanta ben 100.000 metri quadrati di fotovoltaico e una potenza di 10,5 MW, traducibile con una produzione di oltre 11 TWh l’anno. “L’intervento – spiega  Andrea Segrè, Presidente CAABsi colloca all’interno di un progetto strategico finalizzato a rendere il CAAB totalmente autosufficiente e sostenibile per l’intero fabbisogno energetico. L’energia attualmente prodotta non solo soddisferà totalmente il fabbisogno di CAAB e delle aziende insediate, ma potrà essere utilizzata per soddisfare il fabbisogno delle attività attigue (per esempio la Facoltà di Agraria…) e anche per alimentare un gran numero di veicoli elettrici per la distribuzione all’interno della città (la cosiddetta City Logistic sostenibile)”.

 

Il progetto solare, interamente finanziato e realizzato da UNENDO ENERGIA, si affianca infatti ad un’altra esperienza pilota dedicata al trasporto ecosostenibile delle merci. Il surplus produttivo dell’impianto infatti sarà destinato alla logistica sostenibile dell’ultimo miglio: l’orto-frutta del Caab raggiungerà il centro di Bologna con mezzi elettrici caricati grazie all’energia del sole.

L’impianto, inaugurato formalmente lo scorso venerdì alla presenza del senatore Harris McDowell, componente di diverse commissioni federali statunitensi in tema di energie sostenibili, è solo uno dei tanti “passi verdi” compiuti dal centro che ha in serbo anche la realizzazione di un progetto di cogenerazione dei rifiuti e l’utilizzo di acque grezze di bonifica al posto di quelle potabili per le operazioni di pulizia.

“Inoltre – ha continuato Segrè – con il lavoro già impostato nella gestione dei rifiuti e nella gestione delle acque il CAAB sta diventando un laboratorio avanzato per la riduzione degli sprechi di risorse. lo abbiamo chiamato Spreco Zero perché prima ancora della Spending Review è necessaria una Wasting Review: prevenzione degli sprechi per aumentare l’eco-efficienza e le buone pratiche di sostenibilità ambientale ed economica, a tutto vantaggio della gestione e promozione del Centro AgroAlimentare che rimane il nostro core business”.