• Articolo Černobyl', 8 ottobre 2018
  • Taglio del nastro per la centrale solare di Černobyl’

  • Il progetto Solar Chernobyl mira a realizzare, entro la fine del 2019, 100 MW di fotovoltaico sui terreni contaminati dalle radiazioni

centrale solare di Černobyl'

Foto del fine lavori

 

 

La centrale solare di Černobyl’ produrrà circa 1.024 MWh l’anno

(Rinnovabili.it) – Più di 30 anni dopo la peggior catastrofe nucleare civile della storia, l’area di Černobyl’ torna a produrre energia. Dalle ceneri, figurate e non, dei quattro reattori dell’impianto V.I. Lenin, nasce la nuova centrale solare dell’Ucraina. La struttura è stata inaugurata lo scorso venerdì dalla compagnia energetica ucraina Rodina e dalla tedesca Enerparc AG, i due partner del progetto: oltre 3.700 pannelli solari disposti su circa 1,6 ettari, a soli 100 metri di distanza dal reattore numero 4, ground zero del disastro del 1986. In realtà il progetto che prende intuitivamente il nome di SOLAR CHERNOBYL ha terminato i lavori nel primo trimestre del 2018 e dal 1° luglio 2018 la centrale solare ha iniziato a immettere in rete la propria produzione elettrica. Si tratta ovviamente di un impianto piccolo, di 1 MWp di potenza e con una produzione stimata di 1.024 MWh l’anno, sufficiente a coprire il consumo di circa 2.000 abitazioni; una mera frazione dei 4 GW dichiarati dalla vecchia centrale nucleare, ma l’impresa ha qualcosa di unico come spiega Evgeny Variagin, direttore del gruppo ucraino-tedesco Solar Chernobyl “Nessuno ha mai tentato qualcosa di simile prima d’ora, né a Chernobyl né altrove nel mondo”.

 

>>Leggi anche Il caldo mette a rischio il nucleare francese: frena la produzione<<

 

Il solare è la scelta più logica per l’area secondo i progettisti. L’unità colpita dall’esplosione è stata coperta con un nuovo sarcofago impermeabile due anni fa, riuscendo a ottenere così un forte calo delle radiazioni locali.  Tuttavia i 2.600 chilometri quadrati di zona d’esclusione sono sostanzialmente abbandonati, dal momento che la contaminazione radioattiva non permette di impiegarli né per scopi abitativi né per la coltivazione.

In questo senso gli impianti fotovoltaici rappresentano una delle soluzioni migliori per sfruttare il suolo. Senza contare che gran parte dell’infrastruttura necessaria per immettere energia nella rete è già presente. Rodina ed Enerparc AG hanno investito 1 milione di euro in questo progetto, ma la centrale solare di Černobyl’ è solo il primo tassello di un programma più ampio: il gruppo spera di sfruttare questi terreni per raggiungere i 100 MW di fotovoltaico installato entro la fine dl 2019.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *