• Articolo Manhattan, 11 aprile 2012
  • Per celle solari economiche e biodegradabili

    Cereali per far crescere sana la nuova generazione solare

  • Alla Kansas State University si sperimenta un nuovo tipo di solare organico, facendosi aiutare dal batterio dei corn flakes

(Rinnovabili.it) – Dal fiocco di mais alla cella solare. Il percorso è quello eseguito mentalmente dallo studente di Chimica alla Kansas State University, Ayomi Perera che è riuscito ad ottenere una nuova soluzione in tema di fotovoltaico organico ricorrendo ad un’opzione poco tradizionale come i corn flakes.

Attualmente, il lavoro di Perera è concentrato sulle modalità con cui migliorare le celle solari sensibilizzate con colorante per renderle efficienti ma al tempo stesso più ecofriendly, evitando l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche nella loro realizzazione. A dare una nuova svolta nella ricerca sono stati in questo caso i cereali, o meglio, un microrganismo che prolifera su di essi: il Mycobacterium smegmatis. Il valore di questo ceppo batterico, completamente innocuo per l’uomo, è quello di saper produrre una speciale proteina chiamata MspA. Si tratta di una porfirina che ha già molte applicazioni in forma purificata e che in questo caso è stata miscelata con coloranti atossici per rivestire le celle solari; il colorante assorbe la luce e la matrice proteica sottrae gli elettroni dal colorante creando una corrente elettrica.

Il concetto trainante della nuova tecnologia è quello di riuscire ad abbassare il costo dell’energia solare non aumentando l’efficienza del dispositivo, ma rendendolo più economico e più facile da produrre, e potenzialmente meno costoso da smaltire o riciclare. Finora lo studio in questione ha mostrato i segni di questa promessa. “Questo tipo di ricerca – ha spiegato Perera – in cui si dispone di un componente biodegradabile o ecocompatibile all’interno di una cella solare non mai stata realizzata prima. Siamo ancora nelle fasi iniziali, ma abbiamo notato che sta già funzionando e questo significa che la proteina è si decompone producendo elettricità. Per questo motivo riteniamo d’aver effettivamente realizzato la prima cella solare proteina-incorporata”.