• Articolo Washington, 30 settembre 2011
  • Usa in guerra “energetica” con i produttori cinesi

    Cina accusata di concorrenza sleale nel settore solare

  • Alcune società fotovoltaiche stanno preparando un reclamo “commerciale” contro Pechino per contrastare un sistema di sovvenzioni ritenuto “sleale”

(Rinnovabili.it) – La competizione energetica con il proliferante mercato cinese si fa sempre più accesa. A finire sotto i riflettori è stavolta è l’industria fotovoltaica che nella Repubblica Popolare gode di un trattamento di favore, tale da aver acceso il malcontento di diverse società di produzione occidentali. Lo scorso anno Pechino ha concesso 30 miliardi di dollari di credito ai suoi grandi produttori di energia solare, circa 20 volte lo sforzo messo in campo dagli Stati Uniti; un eccesso di “sostentamento” che allora fece crollare il prezzo dei moduli del 40 per cento, spingendo i concorrenti americani fuori dal mercato. Alcuni produttori fotovoltaici, tra cui si mormora la tedesca SolarWorld, avrebbero ora intenzione di depositare una denuncia antidumping presso la US International Trade Commission. Le società, per ora ancora anonime, sostengono che i sussidi del Gigante asiatico violino le regole del commercio globale consentendo un vantaggio “sleale”.

Nei primi sette mesi di quest’anno, la Cina ha spedito ben 1,4 miliardi dollari di moduli fotovoltaici negli Stati Uniti e il volume delle esportazioni è cresciuto di pari passo con la diminuzione dei prezzi. “L’industria solare americana sta affrontando sfide senza precedenti e senza una guida da parte della sua amministrazione  potrebbe scomparire”, ha commentato il senatore Ron Wyden, un democratico dell’Oregon, che in una lettera dell’8 settembre ha sollecitato il presidente Barack Obama ad avviare un caso di dazio compensativo sulle importazioni dalla Cina o a presentare una causa presso la World Trade Organization.