• Articolo Seoul, 11 dicembre 2015
  • La trovata di un gruppo di ricercatori

    Dalla Corea il metodo più sostenibile per riciclare il fotovoltaico

  • Scaldando a 480 °C il pannello fotovoltaico è possibile vaporizzare il collante dei wafer di silicio senza romperli ed evitare l’uso di acido fluoridrico

La Corea scopre il riciclo del fotovoltaico senza acido fluoridrico 3

 

(Rinnovabili.it) – Con oltre 50 mila tonnellate di pannelli fotovoltaici che nel 2015 giungeranno a fine vita, è una buona notizia che un gruppo di ricercatori della Corea del Sud abbia trovato un sistema di riciclo più sostenibile che non prevede l’utilizzo di una sostanza chimica altamente tossica come l’acido fluoridrico. Normalmente, infatti, dopo aver recuperato i wafer di silicio da una cella fotovoltaica esausta, li si tratta con questa sostanza inquinante e nociva. Una ricerca condotta in tandem da scienziati del Korea Electronics Technology Institute e del Korea Interfacial Science and Engineering Institute ha prodotto risultati sorprendenti. Dal loro lavoro congiunto è nato il primo sistema di riciclo sostenibile per il fotovoltaico, e funziona così: i  pannelli vengono prima riscaldati a 480 °C in un forno, così è possibile vaporizzare il collante che lega i wafer di silicio  al loro interno, ha spiegato al Chemistry World magazine il ricercatore Nochang Park. Già a questo stadio del processo, è stato possibile giungere a una scoperta importante: i wafer non si rompono durante il riscaldamento se la temperatura viene fatta salire di 15 °C al minuto.

 

La Corea scopre il riciclo del fotovoltaico senza acido fluoridrico

 

Una volta che un wafer integro è stato rimosso dal pannello, l’elettrodo d’argento viene estratto dalla sua superficie superiore con acido nitrico (questo, ancora, non si è riusciti ad eliminarlo). Il rivestimento antiriflesso, l’emettitore termico e gli strati di giunzione p-n vengono poi polverizzati in una rettificatrice. Infine, l’idrossido di potassio stacca l’elettrodo di alluminio dal lato posteriore del wafer. Le nuove celle solari rigenerate, assicurano gli esperti, garantiscono prestazioni identiche a quelle ricavate da materia prima.

I rifiuti nel settore del fotovoltaico aumenteranno enormemente negli anni a venire a causa dello sviluppo e diffusione della tecnologia. Milioni di pannelli sono già stati installati ed hanno una vita media di 25 anni. Urgeva trovare un sistema meno inquinante ed economicamente più conveniente per riciclarli, e la Corea sembra aver raggiunto un importante traguardo in vista delle prossime sfide.

4 Commenti

  1. pasquale carretta
    Posted dicembre 20, 2015 at 10:45 am

    oltre che nel mondo in generale, osservo che in Italia non si comprende ancora che la base di sviluppi futuri, non condizionati da altri paesi, è la disponibilità di energia che, per non avere inquinamento, non può che derivare dalle rinnovabili, possibilmente fotovoltaico ed eolico.L’Italia è in una posizione favorevole.
    Auguri!

    • Zeno Marchi
      Posted dicembre 20, 2015 at 8:15 pm

      Già il chiamare queste energie “rinnovabili” è un’illusione.
      Se poi pensiamo che queste siano la soluzione per sfamare (energicamente parlando) il pianeta…….
      Come spesso accade la trattazione commerciale prevale su quella tecnica.

  2. Arcangelo Rosa
    Posted dicembre 22, 2015 at 7:59 pm

    Abbiamo tanta energia pulita (sole,vento ed acqua), utilizzarla ti fa sentire in pace col mondo.
    Chi monta anche un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto di casa, sicuramente ha un bel risparmio sulla bolletta, ma soprattutto può dire che ha contribuito a diminuire l’inquinamento del pianeta.
    La quantità di inquinamento prodotto sia per realizzare i pannelli che per smaltirli è proprio irrisoria rispetto a quella prodotta se si utilizza energia tradizionale.
    Sono un ingegnere è sto male quando vedo palazzi o case senza finestre sulle pareti esposte a sud.
    L’energia pulita è presente ovunque, bisogna solo saperla prendere. La natura non si ribella se si utilizza un salto d’acqua o si realizza un’ampia vetrata esposta al sole.
    Io l’ho realizzata e mi ha sorpreso il fatto che tutti (anche tecnici) dicevano:”Ma d’inverno come fai?”.
    Il problema invece si presenta in estate, con l’effetto serra che si risolve facilmente schermando i vetri con un rotolo di cannucce o creando una parete di glicine mobile sostenuta da semplice ferro filato (d’ inverno viene arretrata e posata a terra). Dove possibile bisogna piantare intorno ad un fabbricato alberi a foglie cadenti. quindi anche con piccoli accorgimenti e senza aggravio di spese si può ridurre l’inquinamento.

  3. Fabrizio
    Posted dicembre 29, 2015 at 7:05 pm

    La notizia di poter riciclare il fotovoltaico è a dir poco ESPLOSIVA. Perché non se ne parla ampiamente in televisione?
    In questi ultimi anni, i midia, hanno solo detto male del fotovoltaico: è brutto, fa aumentare il costo della bolletta elettrica, CIP6, sigla che nessuno ha mai spiegato chiaramente in televisione.
    A chi da fastidio il fotovoltaico?
    Forse ai produttori di energia elettrica da carbone e “similari”, che nei mesi estivi non riescono più a vendere l’energia perché il fotovoltaico ne produce tantissima al punto che alcune regioni, come le marche, nei mesi estivi, l’esporta in altre regioni??????

    Questa è l’Italia e ce la dobbiamo tenere.

    Perché non danno un contributo per acquistare un’auto elettrica, come hanno fatto per fotovoltaico.
    Sono sicuro che l’auto elettrica avrebbe lo stesso successo del fotovoltaico, anche questa produrrà gli stessi problemi : chi consuma il petrolio?????
    Quei maledetti quattro pistoni di un motore a combustione, che dopo 100 anni ancora continuano ad inquinare paurosamente, quando li mandiamo in pensione, quando non potremo più uscire di casa per il troppo inquinamento?
    Scusate lo sfogo ma non se ne può più.
    Invito i giovani a battersi su questi argomenti, il loro futuro dipende proprio da questo.

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