• Articolo Bruxelles, 10 febbraio 2016
  • Cresce l’industria solare europea, ma per quanto ancora?

  • Il fotovoltaico europeo ha registrato nel 2015 un progresso solido, con una domanda di nuovi impianti solari aumentata su base annuale del 15%

Cresce l’industria solare europea, ma per quanto ancora?

 

(Rinnovabili.it) – Non si arrende l‘industria solare europea e, nonostante il periodo di difficoltà che le istallazioni fotovoltaiche stanno vivendo (causa la fine dei grandi sistemi incentivanti e vari colpi bassi retroattivi), il settore non arresta la sua crescita. Secondo le prime valutazione rilasciate da SolarPower Europe (ex EPIA), il comparto ha registrato nel 2015 un progresso solido, con una richiesta di nuovi impianti solari aumentata su base annuale del 15%. Ma la domanda che sorge spontanea è: quanto ancora durerà questo trend?

L’Europa ha infatti ormai da tempo perso il primato mondiale, oscurata da una Cina in grado di investire forte nell’energia del Sole. I dati preliminari presentati da SolarPower Europe – il rapporto definitivo sarà rilasciato solo a marzo 2016 – suggeriscono che a fine dello scorso anno siano stati allacciati a 8 GW di nuova capacità fotovoltaica, in crescita rispetto ai 6.95 GW nel 2014.

“E’ bello vedere di nuovo il settore europeo dell’energia solare su un percorso di crescita”, ha commentato James Watson, amministratore delegato di SolarPower Europe, sottolineando come la domanda di nuova capacità fosse in netto calo nei tre anni successivi al record del 2011. Tuttavia se la situazione del Vecchio Continente viene raffrontata con quella mondiale, la prima evidenza che emerge è la difficoltà dell’industria fotovoltaica europea a tenere testa alla vitalità dei nuovi mercati. Nel complesso, la capacità solare globale è salita di oltre il 25 per cento, anno su anno, nel 2015 superando i 50 GW.

 

I timori, spiega l’associazione, sono soprattutto riversati sulla durata delle buone performance europee, in quanto potrebbero rivelarsi più brevi di quanto sperato. Soprattutto se si considera che la maggior parte dell’aumento sopracitato è da attribuire al mercato del Regno Unito, che a partire da quest’anno dovrà invece fare i conti con la decisione del Governo di tagliare gli incentivi.

Watson ha aggiunto: “Il fotovoltaico ha bisogno di segnali chiari da parte dei responsabili politici per essere in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici concordati a Parigi. Con una tecnologia ormai competitiva per le applicazioni residenziali e commerciali in molti paesi europei, gli investitori chiedono oggi un quadro politico sicuro per la generazione, l’autoconsumo e lo stoccaggio di energia solare”.

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