• Articolo Bruxelles, 14 giugno 2019
  • Decreto FER1: l’Antitrust UE sblocca 5,4 miliardi per le rinnovabili in Italia

  • Il Commissario antitrust dell’Ue, Margrethe Vestager ha stabilito che il piano italiano di sussidio alle rinnovabili elettriche non viola i parametri di concorrenza

decreto FER1Il Decreto FER1 prevede 5,4 miliardi di euro a sostegno della produzione elettrica da fonti quali eolico terrestre, fotovoltaico, idroelettrico e biogas fino al 2021

 

(Rinnovabili.it) – Via libera al Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto FER1: la Commissione europea ha approvato il piano di aiuti finanziari da 5,4 miliardi di euro stanziato dall’Italia a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

Un maggior utilizzo di energie rinnovabili nella produzione di energia è essenziale per il futuro del nostro pianeta e dell’ambiente – scrive in una nota stampa il Commissario europeo dell’antitrust, Margrethe Vestager – Il regime da 5,4 miliardi di euro aumenterà il livello della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Questo è in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE e con le nostre norme comuni in materia di aiuti di Stato”.

 

In sostanza, la Commissione europea ha valutato come non anticoncorrenziali gli aiuti statali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come risorse energetiche: il Decreto FER 1 prevede una dotazione stimata di 5,4 miliardi di euro fino al 2021 ed è destinato a sostenere la produzione di fonti quali eolico terrestre, solare fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione.

 

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I sussidi verranno erogati sotto forma di premi in aggiunta al prezzo di mercato; quest’ultimo non potrà essere superiore alla differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo di mercato.

Nel caso in cui il prezzo di mercato dovesse superare, nel tempo, il costo medio di produzione da rinnovabili, il sistema varato dall’Italia e autorizzato dalla Commissione europea antitrust prevede un meccanismo di recupero per cui gli impianti selezionati non sarebbero più beneficiari del premio e dovrebbero restituire allo Stato le entrate supplementari.

 

Il premio in essere verrà fissato tramite gare competitive, le cosiddette aste al ribasso, aperte a tutti i tipi d’impianti e tecnologie rinnovabili nel caso di gradi progetti da oltre 1 MW, mentre per gl’impianti più piccoli, i premi verranno scelti grazie alla combinazione di criteri ambientali ed economici, così come previsto dai registri inseriti nel Decreto FER1.

 

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