• Articolo Bruxelles, 21 gennaio 2019
  • UE: salvo il dispacciamento prioritario per i piccoli impianti solari

  • Gli ambasciatori degli Stati membri hanno approvato l’accordo con il Parlamento UE sulla riforma del mercato elettrico. Mantenuta la priorità di accesso in rete per l’energia rinnovabile su piccola scala

dispacciamento prioritario

 

Confermato il dispacciamento prioritario per gli impianti rinnovabili fino a 400 kW

(Rinnovabili.it) – Sì a mantenere la regola del dispacciamento prioritario per l’energia prodotta in Europa dai piccoli impianti solari e cogenerativi. Il Coperer I, una delle formazioni del comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri dell’UE, ha votato in questi giorni sulla questione, confermando l’accordo raggiunto dai legislatori europei sulla nuova direttiva di riforma del mercato elettrico. A darne notizia è SolarPower Europe (ex Epia), l’associazione che riunisce i produttori fotovoltaici europei ricordando quale rischio sarebbe stato per i piccoli produttori verdi e per i cosiddetti “energy citizens” un pronunciamento contrario.

 

Nel dicembre 2017, il Consiglio dell’UE aveva proposto di rimuovere il dispacciamento prioritario e di applicare la responsabilità di bilanciamento anche alle energie rinnovabili su piccola scala, come parte della riforma europea al mercato elettrico. Una mossa che, come sottolinea Naomi Chevillard, consulente di SolarPower Europe, “avrebbe sottoposto famiglie, scuole, ospedali e piccole imprese, che hanno investito nell’energia solare, a requisiti di mercato e amministrativi sproporzionati”. Ecco perché l’associazione si era fatta da subito promotrice di un’iniziativa, battezzata “Small is Beautiful”, per proteggere questo privilegio.

 

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Gli sforzi sono andati a segno perché, di fatto, l’accordo tra Consiglio dell’UE ed Europarlamento su direttiva e regolmento – raggiunto nelle prime ore del mattino del 19 dicembre 2019 – prevede deroghe alla cosiddetta “responsabilità di equilibrio”. Queste deroghe si applicano, oltre che ai piccoli impianti rinnovabili con una capacità installata di elettricità inferiore a 400 kW, anche progetti dimostrativi per tecnologie innovative (previa approvazione dell’autorità di regolamentazione). Il limite di capacità installata si abbassa a 200 kW per tutte le installazioni commissionate dopo il 1 ° gennaio 2026.

 

“Questo voto – aggiunge Aurélie Beauvais, responsabile delle politiche di SolarPower Europe – rappresenta un’enorme vittoria per i consumatori di energia solare e rinnovabile su piccola scala e premia gli sforzi intensi di SolarPower Europe e dei 17 principali stakeholder attivi nella campagna  ​“​Small is Beautiful” (piccolo è bello); aprirà la strada a una crescita significativa del mercato fotovoltaico su piccola scala in Europa, offrirà nuove opportunità di business per i nostri membri e rafforzerà la leadership industriale dell’Europa nei sistemi energetici altamente innovativi e decentralizzati”.

2 Commenti

  1. Roberto Borri
    Posted febbraio 4, 2019 at 3:37 pm

    In un mondo civile, non esiste un mercato elettrico, ma Enti Nazionali o Federali per l’Energia Elettrica, che la distribuiscono ad eque condizioni e, parimenti, pagano ai produttori il sovrappiù a tariffario ufficiale.
    Chi ha inventato queste nefandezze come componente energia, oneri di sistema, dispacciamento ed altre varie voci spezzettate?

  2. Andrea Bonaca
    Posted febbraio 6, 2019 at 8:03 am

    Da piccolo produttore ho avviato due piccoli impianti casalinghi 3.3 kW nel 2003 e 3.0 nel 2009, negli anni l’ente gestore ha “inventato” vari sistemi per buttarmi fuori dalla rete (solo per la parte retributiva non per quella della connessione che ha sempre funzionato), con vari stratagemmi: inserimento, in database, mancanza di un codice ecc. Tanto lo so prima o poi ci riusciranno ad escludere i piccoli produttori di energia che hanno creduto ed investito nel settore, a quel punto rimarranno solo grandi aziende (che all’inizio snobbavano le iniziative e solo quando hanno visto la resa finanziaria si sono buttati), come sta avvenendo in tutti i settori produttivi: Qualche millennio fa qualcuno diceva “divide et impera”, non è cambiato nulla!

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