• Articolo Roma, 29 aprile 2019
  • Un nuovo rinascimento per l’energia solare europea

  • Per la prima volta negli ultimi cinque anni il mercato ha installato più di 10 GW. Secondo gli analisti supererà la barriera dei 20 GW annuali entro il 2021

energia solare europea

 

I nuovi obblighi climatici degli Stati membri dovrebbero spingere in avanti l’energia solare europea

(Rinnovabili.it) – C’era un tempo in cui l’energia solare europea dominava indiscussa il mercato fotovoltaico mondiale. Nel vecchio continente erano concentrate le migliori realtà industriali e, complici i primi schemi di sostegno, le grandi installazioni. Era l’epoca d’oro di Paesi come Spagna, Italia e Germania, regine indiscusse delle fonti rinnovabili. Oggi la crescita fotovoltaica insegue altri mercati e altri incentivi, Cina in primis, ma non è detto che per l’Europa il momento clou sia definitivamente concluso. A sostenerlo sono gli analisti di Wood Mackenzie secondo cui l’energia solare europea è destinata ad una rinascita. Una conferma arriva dai dati del 2018, anno in cui i paesi UE hanno messo insieme uno sforzo incredibile: per la prima volta negli ultimi cinque anni il mercato ha installato più di 10 GW fotovoltaici. Se l’attuale trend di crescita sarà mantenuto, il comparto dovrebbe riuscire a superare i 20 GW di nuova capacità annuale già nel 2021.

 

A fornire una nuova chance a celle e pannelli solari è essenzialmente la strategia di decarbonizzazione avviata da Bruxelles e declinata negli impegni a medio termine contenuti nella direttiva RED II sulle fonti rinnovabili e nei singoli PNIEC (piani energia clima). Diverse nazioni si sono date hanno obiettivi ambiziosi per il fv: il governo italiano punta a 50 GW entro il 2030 e la Francia ha un target di 20 GW per il 2023. Ma il cambiamento, spiegano gli analisti, aveva già messo radici grazie a due elementi precisi: il meccanismo delle aste al ribasso e gli incentivi feed in tariff per la generazione distribuita. In particolare, in Francia e Germania, le aste saranno fautrici di grandi volumi di capacità, di ben 19 GW acquistati tra il 2019 e il 2024.

 

>>Leggi anche PNIEC Italia, per gli scienziati siamo ancora fuori rotta<<

 

C’è poi chi si muove nel campo delle leve fiscali, facendo a meno degli incentivi. È il caso della Spagna che ha in progetto quasi 10 GW di solare, oltre ai 3,9 GW aggiudicati durante le aste del 2017 che dovrebbero essere allacciati alla rete entro la fine di quest’anno (leggi anche La Spagna potenzia l’autoconsumo solare per una nuova era fotovoltaica).

La maggior parte degli sviluppatori cerca PPA aziendali o di utility.

 

Nel 2019, Wood Mackenzie stima che, in media, i costi complessivi per un sistema su scala utility saranno inferiori a 1 dollaro per Watt (cc) con costo medio 0,87 dollari/ W (cc) in tutti i principali mercati europei. La Svizzera e il Belgio continueranno a essere i più costosi, mentre i più economici saranno Polonia, Italia e Germania.

2 Commenti

  1. luigi
    Posted luglio 2, 2019 at 2:20 pm

    Cosa si intente per o,87 dollari di costo per watt ?

  2. Romano Giulianetti
    Posted luglio 9, 2019 at 9:39 pm

    Bene sono le previsioni per lo sviluppo delle rinnovabili con l’azione attuale del governo, ma non vedo una volontà operativa di trovare gli spazi necessari ed accettati per installare il fotovoltaico. Sarebbe interessante ed utile fare un report su questo argomento.

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