• Articolo Madrid, 9 ottobre 2018
  • I fondi avvoltoio “volano in cerchio” sul fotovoltaico spagnolo

  • La Spagna potrebbe dover pagare agli operatori i tagli effettuati retroattivamente al Fit fotovoltaico

I fondi avvoltoio “volano in cerchio” sul fotovoltaico spagnolo

 

(Rinnovabili.it) – Quando i più floridi mercati fotovoltaici d’Europa, come l’Italia e la Spagna, hanno operato i primi tagli retroattivi agli incentivi, i fondi avvoltoio hanno banchettato. Questi organismi d’investimento sono specializzati nel finanziare l’acquisto di società in stato di fallimento, a costi inferiori rispetto all’effettivo valore, cercando poi di risollevarle e ricavando così alti guadagni. E non è difficile immagine come le misure retroattive che hanno colpito il comparto solare e messo in crisi diverse aziende, abbiano lasciato ampio spazio ai fondi speculativi. Per la Spagna la pressione dei fondi avvoltoio o vulture fund, non è finita; al contrario sta aumentando, come spiega Aniper (Asociación Nacional de Productores de Energía Fotovoltaica).

 

Per comprenderne le dinamiche è necessario compiere qualche passo indietro. Fino al 2008 la nazione era uno dei paesi con la potenza fotovoltaica più elevata al mondo, ma con l’incalzare della crisi economica e l’aumento degli oneri in bolletta, l’esecutivo spagnolo, al pari di quello italiano, ha deciso di metter mano agli incentivi riducendo le tariffe a quanti avevano già investito nella realizzazione degli impianti e ottenuto l’accordo sui pagamenti. Sia Per la Spagna che per l’Italia, le corti costituzionali hanno dichiarato i provvedimenti legittimi. La situazione non ha colpito ovviamente solo l’industria locale ma anche gli investitori stranieri; in questo caso molti dei reclami si sono risolti in tribunali arbitrali che hanno finito per dare ragione alle aziende straniere grazie alla protezione fornitagli dalla Carta dell’Energia“Tutti gli arbitrati finora noti sono stati persi in modo schiacciante”, sottolinea Anpier, sulla base delle “non conformità dello stato e drastiche modifiche normative retroattive alle strutture rinnovabili”. Un destino simile ha colpito anche il Belpaese.

 

>>Leggi anche Italia fuori dalla Carta dell’Energia: ecco i veri perchè<<

 

Qualcosa potrebbe cambiare però a causa dell’intervento europeo. Come spiega a Greentechmedia Piet Holtrop, un avvocato che agisce per conto dei produttori spagnoli di energia rinnovabile, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha la possibilità di ribaltare la decisione nazionale. Secondo Holtrop il tribunale di Lussemburgo potrebbe decidere di considerare illegali i tagli retroattivi, costringendo il governo a fornire arretrati agli sviluppatori.

Da qui il crescente interesse dei fondi avvoltoio che, a partire dall’inizio dell’estate, hanno cominciato ad aumentare la pressione. “Ogni giorno ci chiamano e ci dicono che compreranno tutto quello che possiamo offrire tutto quello che c’è”, – ha dichiarato Miguel Ángel Martínez-Aroca, presidente di Anpier in occasione del lancio del rapporto annuale dell’associazione. “C’è un interesse sproporzionato”.

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