• Articolo Barcellona, 31 luglio 2012
  • Nel team anche l’Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri del Cnr

    Fotovoltaico: agire sui fotoni per migliorarne l’efficienza

  • Grazie alla realizzazione di un dispositivo messo a punto da un team di centri di ricerca e aziende, sarà possibile ottimizzare l’assorbimento dei fotoni da parte della cella

 

(Rinnovabili.it) – Modulare le lunghezze d’onda dello spettro solare per migliorare l’assorbimento dei fotoni da parte delle varie tecnologie fotovoltaiche. È quanto riuscirà a fare EPHOCELL, il dispositivo molecolare composto da materiali organici e metallici grazie al quale sarà possibile migliorare la conversione fotovoltaica sfruttando quei fotoni che normalmente la cella fotovoltaica non riesce ad assorbire.

Si tratta di un progetto messo a punto da un consorzio europeo di centri di ricerca e aziende del settore, composto dal Max Planck Institute for Polymer Research (Germania), la Sofia University (Bulgaria), l’Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri del CNR (Italia), l’UPC (Spagna), il DIT (Irlanda), il Cidete Ingenieros (Spagna), il Daren Labs (Israele) e MPBata (Spagna), grazie al quale sarà possibile rendere “elettricamente visibili” i raggi Ultra Violetti (UV) e quelli Infrarossi (IR) e arrivare a livelli di efficienza superiori a quelli fino a oggi raggiunti da una cella fotovoltaica. Come spiegato dai ricercatori, infatti, esiste un importante disallineamento tra l’ampia gamma di lunghezze d’onda che colpisce la superficie della Terra e le proprietà di assorbimento degli attuali materiali fotovoltaici, che può essere ridotto grazie al dispositivo che verrà messo a punto.

Attualmente gli sforzi si stanno concentrando sulla sintesi di un sistema  molecolare sintonizzabile che migliori l’assorbimento dello spettro solare attraverso la conversione dell’energia dei fotoni incidenti in due direzioni: scalando l’alta energia degli UV (280 – 400 nm) e convertendo quella bassa degli infrarossi (700-840 nm) a livello della luce visibile (400-700nm). Il sistema, integrato in una matrice polimerica chimicamente stabile, potrebbe essere applicato al celle già esistenti in silicio, GaInP o a base di coloranti organici aumentando così la rispettiva efficienza di conversione. Il progetto EPHOCELL, finanziato nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea, è stato avviato nel 2009 e si concluderà entro la fine del 2012.