• Articolo Bruxelles, 6 maggio 2013
  • Italia e Germania rimangono i mercati più forti

    Fotovoltaico: in calo la nuova capacità europea

  • Secondo i dati di EurObserv’ER, nel 2012 sono stati istallati 16.520 MWp fotovoltaici, un calo del 25% rispetto all’anno precedente

Fotovoltaico: in calo la nuova capacità europea(Rinnovabili.it) – Scema l’euforia solare dell’Europa. Nel 2012 l’UE ha aggiunto alla rete 16.5 GW di nuova capacità per il fotovoltaico, mostrando un calo del 25% rispetto ai 22 GW registrati nel 2011. A rivelarlo è il nuovo rapporto pubblicato da EurObserv’ER, la società di ricerca ed analisi energetica che affronta annualmente i trend di crescita per ogni singola fonte rinnovabile all’interno del territorio comunitario. I dati di EurObserv’ER suggeriscono che il calo registrato tenderà ad assumere una forma stabile man mano che il settore del solare sposterà l’attenzione verso i mercati asiatici ed americani, veri e propri protagonisti nel 2012 della crescita fotovoltaica.

 

Secondo gli analisti l’Europa deve oggi fare i conti con condizioni normative difficili. Sono sempre di più infatti gli Stati membri che hanno adottato tagli ai propri sistemi di incentivazione, introdotto nuove tasse o modifiche retroattive sulle leggi dedicate al settore energetico; basti pensare alla Repubblica Ceca (tassa retroattiva sugli investimenti), alla Bulgaria (tasse accesso alla rete), alla Grecia (tassa sui nuovi sistemi e su quelli già installati) o alla Spagna (imposta sui profitti di tutti i produttori di energia elettrica). A dominare il settore fotovoltaico europeo sono ancora una vota la Germania e l’Italia, rispettivamente al primo e secondo posto. Insieme, i due paesi hanno rappresentato nel 2012 oltre i due terzi del totale della nuova capacità solare istallata a livello comunitario, grazie ai 7.604 MW tedeschi e ai 3.577 MW italiani. Nel complesso a fine dello scorso anno la capacità installata cumulativa europea risultava essere di 68,647 GWp, equivalente a 136,3 Wp fotovoltaici pro capite, coprendo così oltre il 2% del consumo di elettricità nell’UE