• Articolo Blacksburg, 9 novembre 2016
  • Il fotovoltaico flessibile del Virginia Tech diventa carta da parati

  • Sottile, leggero e flessibile: alla Virginia Tech il fotovoltaico thin film scalpita per arrivare sul mercato

Il fotovoltaico flessibile del Virginia Tech diventa carta da parati

 

(Rinnovabili.it) – Le nuove generazioni di fotovoltaico flessibile stanno cambiando il modo di pensare all’energia solare. Se fino a qualche tempo fa gli unici impianti possibili erano istallazioni ingombranti che richiedevano i giusti spazi e la giusta esposizione, oggi invece quello che si chiede al fotovoltaico è quasi di scomparire.

La parola d’ordine è divenuta ora “integrazione”, e i più recenti lavori svolti a livello mondiale puntano, senza incertezze, in questa direzione. Lo dimostra, da ultimo, il modulo solare creato dalla Virginia Tech. Qui, gli scienziati, Shashank Priya, Xiaojia Zheng, Congcong Wu, Robert Moore e Amanda Morris, hanno realizzato pannelli solari così flessibili e trasparenti da poter divenire parte integrante di finestre o addirittura della carta da parati. Sì, perché il fotovoltaico di Priya e colleghi, è in grado di produrre elettricità sfruttando sia la luce diretta del sole che quella diffusa di LED e lampade a incandescenza.

 

I moduli sono spessi meno di mezzo millimetro e sono stati creati attraverso un processo di serigrafia utilizzando pasta all’ossido di titanio a bassa temperatura come parte di una struttura a cinque strati. Un singolo pannello ha le dimensioni del palmo di una mano e una potenza di circa 75 milliwatt di potenza. “Ci sono diversi elementi che rendono questa tecnologia molto interessante”, spiega Priya. “In primo luogo, può essere prodotta facilmente a basse temperature, pertanto le apparecchiature per fabbricare i pannelli sono relativamente economiche e facili da usare. In secondo luogo, la scalabilità del processo”, che permette in teoria di rivestire tutta la casa con il fotovoltaico flessibile.

Attualmente, l’efficienza delle celle è quasi alla pari con quella del tradizionale (e più pesante) silicio, ma, chiariscono gli scienziati, a livello di modulo c’è ancora del lavoro da fare. “In questo momento siamo all’avanguardia per questa tecnologia”, ha aggiunto Priya. “Il nostro vantaggio è nella capacità di fabbricare moduli di grandi superfici ad alta efficienza. Stiamo lavorando attivamente per integrare il prodotto con il mercato”.

Un Commento

  1. Guido cosimo princi
    Posted dicembre 3, 2016 at 5:42 pm

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